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Suicidio a Mammagialla - Dura replica del presidente Uspp, Giuseppe Moretti: "Il garante Anastasia parli con gli agenti invece di adombrare responsabilità"

“Più rispetto per gli eroi silenziosi della polizia penitenziaria”

Giuseppe Moretti

Giuseppe Moretti

 

Stefano Anastasia

Stefano Anastasia

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Suicido detenuto carcere Viterbo: il garante Stefano Anastasia parli con gli agenti invece di adombrare responsabilità a caso.

“Spiace dover constatare che il ruolo dei garanti dei detenuti sia sempre motivo di perplessità sulla bontà del loro ruolo perché le denunce che fanno risultano sempre incomplete visto che non dialogano con la polizia penitenziaria come dovrebbero o fanno finta di non sapere le criticità operative che ne connotato il lavoro quotidiano”.

Questo l’amaro commento del presidente Uspp (Unione sindacati di polizia penitenziaria) rispetto alle dichiarazioni del garante dei detenuti della regione Lazio, Anastasia, circa il suicidio di un detenuto straniero avvenuto nei giorni scorsi nel carcere viterbese.


– “Resta l’amaro per un ragazzo che aveva paura di morire e ha deciso di impiccarsi…”


Giuseppe Moretti ritiene  “molto facile adombrare responsabilità ma la realtà dei fatti, al di là che la morte di chiunque resta un dramma anche per tutti coloro che non hanno potuto evitarlo, dimostra che l’operato degli agenti è stato encomiabile come sempre e che nessuno poteva evitare l’irreparabile con le attuali risorse umane e tecnologiche a disposizione del corpo”.

Il rappresentante Uspp nel ricordare le numerose denunce fatte circa le difficoltà operative e le condizioni di disagio vissute dal personale che ad oggi non hanno trovato idonee risposte chiede “più rispetto per il lavoro di questi eroi silenziosi come ebbe a definirli un ministro cosciente della professionalità e della umanità con cui gli agenti si confrontano con le deficienze del sistema penitenziario” auspicando altresì che “il garante programmi incontri con le rappresentanze sindacali che potranno illustrargli quali sono le cose che potrebbero essere messe in campo per evitare questi tragici gesti, ma anche per dimostrare realmente di condividere le responsabilità che risiedono a livelli più alti e non certo nell’azione sempre improntata al massimo rispetto del proprio ruolo istituzionale degli agenti di polizia penitenziaria”.

L’Uspp a riguardo ha avviato una serie di incontri cn gli attuali vertici del dicastero della giustizia e oggi il presidente Moretti incontrerà nel pomeriggio il nuovo Capo Dap Francesco Basentini cui “ribadiremo la richiesta già fatta anche al ministro Bonafede, ovvero in estrema sintesi un cambio di rotta per ridare dignità al lavoro dei baschi azzurri che sempre più spesso vengono aggrediti da detenuti con problematiche psichiatriche da affrontare sotto l’aspetto sanitario e non attraverso l’opera degli stessi”.

La segreteria nazionale

1 agosto, 2018

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