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Viterbo - Progettato dall’architetto Domenico Lucchi nel 1787 e ricostruito sulla base di un manoscritto conservato alla Biblioteca degli Ardenti

Pronto il bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore

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Il bozzetto della Macchina del SS Salvatore

Il bozzetto della Macchina del SS Salvatore

Viterbo - Silvio Cappelli con il modellino della macchina del Santissimo Salvatore

Viterbo – Silvio Cappelli con il modellino della macchina del Santissimo Salvatore

Massimo Mecarini e Lucio Laureti

Massimo Mecarini e Lucio Laureti

Bruno Franci e Luca Occhialini

Bruno Franci e Luca Occhialini

Viterbo – (s.c.) – Pronto il bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore.

Verrà presentato domani, venerdì 24 agosto alle 12, alla città di Viterbo il bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore, progettato dall’architetto Domenico Lucchi nel 1787, ricostruito sulla base di un manoscritto conservato alla Biblioteca degli Ardenti e ritrovato nel 2002 dallo studioso di storia locale Silvio Cappelli.

E’ il frutto del lavoro di un gruppo di amici che mirano al rilancio e alla valorizzazione delle tradizioni locali per il bene della città.

Importante il fatto che sia stato progettato dall’architetto Domenico Lucchi. Tra le diverse cose che si ricordano di lui sono lo studio di un progetto di restauro del 1782 (ma poi se ne adottò un altro) del Teatro de’ Nobili (adiacente al palazzo comunale), il disegno e la realizzazione sempre nel 1782 del secondo altare in stucco e in pietra all’interno della chiesa del Gonfalone e un altro nell’oratorio della stessa chiesa, una sua nota del 1784 relativa all’alimentazione delle acque della Fontana Grande, la realizzazione nel 1787 del disegno della Macchina del Santissimo Salvatore, una perizia e un progetto di restauro dell’orologio del duomo colpito da un fulmine nel 1792. Alla famiglia Lucchi è dedicata anche una via traversa di via Cairoli dove è l’omonimo palazzo.

Il bozzetto della Macchina del Santissimo Salvatore”, che l’architetto Lucchi ideò nel 1787 per adibire e trasportare processionalmente, in posizione ben visibile a tutti i fedeli, la copia del famoso trittico conservato all’interno della chiesa di Santa Maria Nuova in Viterbo, è stato ricostruito sulla base del manoscritto redatto dai consoli viterbesi nel Palazzo Conservatoriale di Viterbo.

Per questo la presentazione sarà fatta, in continuità, all’interno del palazzo comunale alla presenza, tra gli altri, del sindaco Giovanni Arena e dell’assessore alla cultura Marco De Carolis.

Dell’iniziativa sono stati informati il parroco di Santa Maria Nuova, il comitato che cura e organizza i festeggiamenti in onore del Santissimo Salvatore e la diocesi.

Nessuna intenzione da parte del gruppo di lavoro, con questa realizzazione della Macchina del Santissimo Salvatore, di andare a interferire con gli aspetti liturgici e religiosi, già in essere in parrocchia, che rimangono esclusiva prerogativa delle autorità religiose viterbesi e dei comitati già costituiti.

Sarà soltanto il recupero di un importante oggetto, legato alla tradizione e alla storia della nostra città, al tempo commissionato dalle autorità viterbesi, a favore della Nobilissima Arte dell’Agricoltura, e registrato dai segretari comunali all’interno del prezioso “Catalogo dei manoscritti” conservato nell’archivio della biblioteca.

L’attuale progetto di recupero della Macchina del Santissimo Salvatore, è stato realizzato dal designer progettista Luca Occhialini e dall’architetto Divina Prugnoli, rifacendosi allo scritto del 1787 ritrovato alcuni anni addietro da Silvio Cappelli, all’interno di una filza di manoscritti conservati all’interno della Biblioteca comunale degli Ardenti, che descrive tale struttura portante come: «macchina per portare in processione la miracolosa immagine del Santissimo Salvatore (…) la quale devesi costruire da Giacomo Tamburini, e Luigi Pricci intagliatori Viterbesi, giusta il disegno dell’architetto Domenico Lucchi da detto Pricci ben veduto, e considerato, a favore della nobilissima Arte agraria di questa suddetta città (…) si conviene parimenti, che il zoccolo della suddetta Macchina debba essere dipinto di giallo antico, i due leoncini, la testa di bove, e i due festoncini di bassorilievo debbano esser dorati ad oro zecchino perché così per patto e non altrimenti. Che le nuvole dove posano gli angeli, che reggono il quadro del Santissimo Salvatore debbano essere in argentate, gli angeli poi, e tutto il rimanente della macchina debbano esser dorati ad uso, e stile d’arte, ad oro di zecchino, perché così per patto, e non altrimenti».

Tusciaweb è media partner dell’iniziativa che è anche patrocinata dal Sodalizio Facchini di Santa Rosa, rappresentato dal presidente Massimo Mecarini, e dall’Associazione culturale Take Off rappresentata dal tecnico Paolo Cappelli.

Il bozzetto è stato realizzato in 3D, oltre che da Occhialini e Prugnoli, anche in collaborazione con gli amici Bruno Franci, Lucio Laureti e con gli artigiani della ditta Mastro Srl di Viterbo (Andrea, Daniele e Stefano Mancinelli) che, in questo settore, vantano un’elevata professionalità e una notevole capacità artigianale.


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23 agosto, 2018

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