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Furbara - Il colonnello Gino Bartoli, comandante del 17esimo stormo, in occasione della cerimonia del centenario dell'aeroporto – Il generale Gianpaolo Miniscalco: “La storia è la nostra carta d'identità”

“Cento anni di storia densi di innovazione e cambiamento”

di Michele Mari
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La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

 

La celebrazione dei 100 anni dell'aeroporto di Furbara

La celebrazione dei 100 anni dell’aeroporto di Furbara

Furbara – “Cento anni di storia, cento anni densi di innovazione e cambiamento”. Il colonnello Gino Bartoli, originario di Montefiascone, comandante del 17esimo stormo, alla cerimonia di giovedì, in occasione del centenario dell’aeroporto di Furbara, sede del reparto speciale.

L’evento si è aperto con l’alzabandiera solenne, accompagnato dalla banda musicale dell’Aeronautica Militare, alla presenza del comandante del comando delle forze speciali e di supporto, generale di divisione aerea Gianpaolo Miniscalco.

A seguire è stata deposta una corona di alloro alla memoria ai caduti.

Il colonnello Bartoli, dopo aver ringraziato tutti i presenti, ha ripercorso la storia dell’aeroporto “Mario Ugo Gordesco”, dal 1918 con la nascita della scuola di volo acrobatico in cui vennero addestrati anche piloti americani, fino ai giorni nostri. Nel 2003 è divenuto sede degli incursori dell’Aeronautica Militare, diventati nel 2008 l’odierno 17esimo stormo incursori, discendente degli arditi della Regia Aeronautica.

“Il 17esimo stormo – ha aggiunto il colonnello Bartoli – non è composto solo da incursori, ha infatti tra le sue fila anche altri specialisti altamente operativi come gli artificieri e i soccorritori. Tutto lo stormo è poi supportato da eccellenti militari della logistica, della sanità, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture, della nautica e degli aspetti amministrativi che rendono giornalmente possibile tutta l’intensa attività operativa svolta a Furbara”.

L’aeroporto di Furbara è molto più una base aerea, è un centro militare dove vengono svolte tantissime attività.

“Furbara non è solo un aeroporto – ha spiegato Bartoli – oltre ad avere una zona di atterraggio e ricovero per elicotteri, una pista d’atterraggio e uno spazio aereo riservato dispone di una darsena sul mare per le attività subacquee ed anfibie, di una linea sniper per il tiro di precisione a lunga distanza, di un poligono tattico, di un’area per l’addestramento con gli esplosivi, di sale ripiegamento paracadute, di palestre nonché di una struttura idonea alla simulazione del combattimento all’interno degli edifici. Pertanto sono orgoglioso di affermare – ha concluso – che dopo cento anni Furbara è ancora caratterizzata da volo, tecnologia, ardimento, professionalità e passione”.

Alla cerimonia è intervenuto anche il generale di divisione aerea Gianpaolo Miniscalco, comandante del comando delle forze speciali e di supporto con sede a Centocelle e delle autorità civili e militari del comprensorio.

“La storia è la nostra carta d’identità – ha detto il generale – oggi raggiungiamo i nostri traguardi proprio perché abbiamo studiato il passato avendo ben chiaro in mente i compiti istituzionali assegnati al servizio dello stato e per il bene della collettività”.

Il generale ha ringraziato tutti i presenti e salutato la bandiera di guerra, decorata con la medaglia d’argento al valor aeronautico ricordando gli uomini del 17esimo stormo caduti in servizio come il sergente maggiore capo Mirko Rossi, deceduto il 28 novembre 2017.

“Guardando sempre alla storia – ha continuato il generale – l’evoluzione dell’aeroporto di Furbara abbraccia interamente il concetto dottrinale posto alla base delle moderne operazioni militari: la capacità di gestire il presente e di prepararsi, nel modo più efficace, ad affrontare le sfide del futuro”.

Infine ha sottolineato il grande valore degli incursori del 17esimo stormo di stanza all’aeroporto.

“Oggi siamo particolarmente orgogliosi – ha concluso – di quello che il 17esimo stormo è diventato e per quello che saprà rappresentare negli anni a venire per l’Aeronautica Militare e per il paese. Viva l’aeroporto di Furbara, viva il 17esimo stormo, viva l’Aeronautica Militare, viva l’Italia”.

Nella cerimonia c’è stata anche una simulazione operativa con protagonisti gli incursori del 17esimo stormo, il nono reggimento d’assalto “Col Moschin”, il gruppo operativo incursori del Comsubin e il Cofs (comando interforze per le operazioni delle forze speciali) in attività di fast rope, heli-sniping e aviolancio, grazie all’intervento di due elicotteri Hh212 del nono stormo di Grazzanise e un velivolo ad ala fissa Dornier del primo reggimento aviazione dell’esercito “Antares”. La giornata è stata arricchita anche da un’esposizione di mezzi e assetti tipici degli specialisti dello stormo e da una mostra fotografica e pittorica.

Michele Mari


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22 settembre, 2018

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