Viterbo – (g.f.) – “Salvatore Margiotta ha letto male le carte”. Aeroporto di Viterbo, entra in pista Giulio Marini. Il consigliere comunale FI ed ex sindaco va in rotta di collisione con il senatore Pd.
Alla festa di partito agli Almadiani, parlando dell’occasione persa d’avere nella Tuscia il terzo scalo laziale, Margiotta ha individuato come causa, litigi a livello locale, di natura urbanistica.
Con l’effetto d’avere lasciato indietro la pratica. Rendendo facile il compito all’allora presidente del consiglio Mario Monti, di revocare i fondi assegnati. Nonostante lo scalo fosse ancora nel piano Enac.
Una ricostruzione che non solo a Marini non piace, ma che confuta. Il progetto aeroportuale è maturato durante la sua amministrazione comunale.
“Purtroppo Margiotta ha letto male le carte – sostiene Marini – non c’è stata nessuna discussione o litigio per l’assetto urbanistico, ma c’è stata malafede, poiché, otto giorni prima della scadenza della legislatura, Monti ha cancellato l’aeroporto senza confrontarsi con nessuno”.
Scelta in solitaria, afferma Marini: “La cabina di regia è stata esautorata e l’unica cosa che mi rimaneva da fare era il ricorso al Tar. Ma negli anni successivi, il governo, la regione il comune a trazione Pd, cosa hanno fatto per ridare una legittima aspirazione alla città di Viterbo?”.
Amara la risposta del consigliere azzurro: “Non hanno nemmeno coltivato in maniera forte il ricorso al Tar”. Quindi un suggerimento al senatore Dem: “Ah Margiotta, leggi meglio”.
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