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Tarquinia - Nel breve dibattito l'opposizione ha incalzato la maggioranza e il primo cittadino assente

Il consiglio chiede al sindaco Mencarini di fare chiarezza sulle dimissioni

di Daniele Aiello Belardinelli

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Tarquinia– Il consiglio comunale

Tarquinia– Il consiglio comunale

Tarquinia– Il consiglio comunale - I banchi della maggioranza

Tarquinia– Il consiglio comunale – I banchi della maggioranza

Tarquinia– Il consiglio comunale - I banchi della minoranza

Tarquinia– Il consiglio comunale – I banchi della minoranza

Tarquinia– Il consiglio comunale - I banchi della maggioranza

Tarquinia– Il consiglio comunale – I banchi della maggioranza

Tarquinia– Il consiglio chiede al sindaco Mencarini di fare chiarezza sulle dimissioni.

Nulla di fatto al consiglio comunale straordinario di ieri pomeriggio. Assente come previsto Pietro Mencarini. L’assemblea si è chiusa in poco più di un’ora, senza alcun chiarimento da parte della maggioranza di centrodestra sulle cause che hanno portato il sindaco a dare le dimissioni.

Dall’opposizione il primo a prendere la parola è stato Gianni Moscherini (Cantiere della nuova politica), che sottolinea: “Le motivazioni alla base delle dimissioni siano state indicate solo sulla stampa e non sull’atto formale. Sono quindi insufficienti e chiedo che il sindaco le chiarisca. Cosa che non è stata fatta”.

Duro Anselmo Ranucci del Pd: “L’unica cosa che conta per i cittadini è sapere come stanno i fatti. Le parole di Mencarini sono precise. Le sue dimissioni sono di natura politica. La responsabilità è della maggioranza. Poi ci sono altre cose? Il sindaco è stato spiato? Serve verità. La storia di quest’amministrazione finisce qui”.

Quindi Ernesto Cesarini, dei 5 stelle: “Diteci qualcosa. Non sappiamo nulla. Non bastano le dichiarazioni sulla stampa. La figura del sindaco Mencarini è stata evanescente. I nodi di quest’amministrazione sono venuti al pettine. I tarquiniesi vogliono sapere cosa pensano le forze politiche”.

Per la maggioranza parla Federica Guiducci: “Prendiamo atto delle dimissioni del sindaco Mencarini. Ma il nostro dialogo con lui non si è mai interrotto. Abbiamo avanzato delle proposte, da San Giorgio a Sant’Agostino e ai bandi. Le ha prese in considerazione con molta attenzione. Il nostro interesse è quello che questa esperienza prosegua, nell’interesse generale della città e dei tarquiniesi”.

A seguire Sandro Celli, del Pd: “Le dimissioni sono un fatto politico. Va aperta una discussione. Solo la maggioranza può parlare. Goffo il tentativo di Guiducci di cercare di cambiare la verità. Se sui giornali fossero state scritte illazioni o menzogne, perché non sono state mai smentite? Questo silenzio è imbarazzante e assordante”.

Stoppa tutto il presidente del consiglio Arrigo Bergonzini: “Riprendo le parole del sindaco per ringraziare i dipendenti comunali. Per varie ragioni non abbiamo ottenuto fino a oggi gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Auguri e in bocca al lupo a tutti”.

La seduta si chiude. Il pubblico rumoreggia e disapprova. Rimane il nulla di fatto. L’unica certezza è la data del 23 settembre. Termine ultimo per il sindaco Mencarini di fare marcia indietro. Il dopo sono il commissariamento e le elezioni alla prima finestra utile. Probabilmente maggio 2019.

Daniele Aiello Belardinelli

14 settembre, 2018

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