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Tribunale - L'ente condannato dal giudice del lavoro al pagamento a titolo di Tfr

L’Ater deve più di 52mila euro all’ex dg Ugo Gigli

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Viterbo - La sede dell'Ater

Viterbo – La sede dell’Ater

Ugo Gigli

Ugo Gigli

Viterbo – L’Ater deve più di 52mila euro a Ugo Gigli, l’ex direttore dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale della provincia di Viterbo. Lo ha stabilito il giudice del lavoro Mauro Ianigro.

“L’11 luglio 2017 – è scritto nella sentenza – l’Ater si è opposta alla decisione del giudice del lavoro del tribunale di Viterbo del 18 maggio 2017 a favore di Ugo Gigli per la somma di 77mila 512 euro a titolo di trattamento di fine rapporto”. La decisione è poi stata notificata un mese dopo “per un importo complessivo di 83mila 505 euro”.

L’ente di via Garbini, in persona del legale rappresentante e direttore generale Fabrizio Urbani, si è opposto. Il giudice del lavoro di Viterbo ha accolto parzialmente l’opposizione dell’Ater, annullando la decisione del maggio 2017 ma condannando comunque l’azienda al “pagamento, a titolo di Tfr, di 52mila 213 euro in favore di Gigli”.

Nelle motivazioni il giudice Ianigro spiega: “Gigli il 22 maggio 2006, avendo raggiunto i limiti di età e maturato l’anzianità contributiva necessaria, aveva comunicato all’azienda la propria intenzione di essere collocato a riposo come dirigente. Lo stesso Gigli, in qualità di direttore generale e in rappresentanza dell’azienda, aveva preso atto di tale comunicazione attestando la ‘cessazione del servizio’ a decorrere dal 31 maggio 2006. Per effetto del collocamento in quiescenza e pur mantenendo l’incarico di direttore generale, Gigli aveva percepito la quota di Tfr fino ad allora maturata e aveva chiesto l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps relativa ai lavoratori autonomi”.

Il giudice del lavoro continua: “Il diritto rivendicato (da Gigli, ndr) deve ritenersi maturato solo a decorrere dalla deliberazione del consiglio d’amministrazione del 12 dicembre 2011 (data della conclusione del contratto, ndr). L’ammontare del Tfr rivendicato va conseguentemente decurtato dell’importo relativo agli anni 2010 e 2011 (approssimativamente pari a 25mila 299 euro) e conseguentemente rideterminato in 52mila 213 euro”.


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26 settembre, 2018

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