Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggo dalla pagine della vostra testata giornalistica dei dubbi e delle perplessità sollevati dal consigliere comunale Massimo Erbetti in merito al Daspo Urbano proposto da agenti della polizia locale il 4 settembre. Di interrogazione e addirittura di una sorta di indagine conoscitiva con conseguente convocazione dell’assessore e del vice comandante nell’apposita commissione consigliare.
Tutto lecito, tutto nelle prerogative del consigliere Erbetti, ma mi siano permesse una serie di considerazioni.
Il consigliere di fatto contesta che l’applicazione del daspo urbano sia stata fatta a una donna in evidente stato di ubriachezza. Ma questo è una dei casi in cui si applica il daspo, che non trova applicazioni nei confronti di malavitosi o sfruttatori o per reati di maggiore rilevanza.
Chi opera nella polizia locale, così come in qualsiasi altra forza di polizia le norme le conosce e le conosce bene, le applica perché questo è il suo dovere, può anche non condividerle ma non metterle in discussione sintanto che queste sono in vigore.
Il daspo urbano è una norma dello stato italiano pertanto va applicata e si applica per una ben precisa casistica di violazioni quali possono essere stazionamento che impedisce accessibilità a infrastrutture fisse o mobili; ubriachezza; turpiloquio; commercio abusivo su aree pubbliche e altro, per reati di ben altra natura esistono altre modalità di interventi quali arresto, arresto in flagranza di reato, arresto in flagranza differita. Provvedimenti che ove e quando necessari non si esita ad applicare.
Il consigliere chiede poi se se nell’applicazione del provvedimento ci sia stato un confronto con l’attuale comandante o con un suo superiore. Sappia il consigliere che il provvedimento è stato adottato in orario serale. L’attuale comandante è difficilmente reperibile durante il normale orario di servizio, figuriamoci in orario serale e in giornata festiva. Ma, cosa più importante, è che tale richiesta denota una scarsa conoscenza delle problematiche in cui giornalmente si trovano ad affrontare gli agenti della polizia locale, i quali in determinate circostanze devono, non possono, prendere decisioni immediate senza potersi permettere il lusso di confrontarsi con chi che sia.
Per questo siamo stati formati, per questo siamo pagati e questo, ritengo siamo capaci di fare. O forse il consigliere Erbetti ritiene che in ogni circostanza si debba ricorrere al bene placido di un superiore, quando poi c’è?
Vorrà dire che in futuro per ogni sanzione da elevare, per ogni rimozione da fare telefoneremo a Mara Ciambella. La polizia locale è afflitta da innumerevoli problemi, mancanza di un comandante, carenza di organico e di mezzi, ci aspettiamo dalla politica che ci aiuti a risolverli almeno in parte non che concorra a crearcene altri.
Maurizio Rizzo Delegato Cisl Fp per la Polizia Locale
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