Viterbo – “Non credevo che Santa Rosa potesse far chiudere un ospedale”. Inizia così il racconto di Elena (nome di fantasia, ndr), malata di tumore al seno che da due anni e mezzo è in cura al reparto di oncologia dell’ospedale di Belcolle.
Evidentemente qualcosa non ha funzionato. Oppure la patologia della paziente non è stata tenuta abbastanza in considerazione. Il risultato? Niente analisi e chemio saltata.
“L’oncologo mi aveva dato appuntamento al 5 settembre per la chemio – prosegue Elena -. Le analisi vanno fatte poco prima e il 4 settembre sono andata all’ospedale per effettuarle.
Insieme a me c’era anche un’altra coppia: un uomo stava accompagnando sua moglie, malata di tumore, a fare le mie stesse analisi. Era tutto chiuso, cup e laboratorio. Non c’erano nemmeno i dottori. ‘E’ normale, è Santa Rosa’ mi è stato detto“.
La viterbese è tornata a casa con un nulla di fatto. E ha dovuto rimandare la procedura al giorno seguente.
“Ho anche provato nel reparto di oncologia e mi hanno risposto che non mi potevano fare le analisi perché non ero ricoverata – conclude Elena -. Ho lasciato l’ospedale e sono tornata il giorno seguente (ieri, ndr). Le risposte, però, arriveranno domani e dunque la chemio è slittata.
Cosa penso? Io sto prendendo un farmaco che mi salva la vita e con tutto il rispetto non posso aspettare per via di una festa. Mio fratello fa il vigile del fuoco e ha lavorato. Se c’è un incendio non lo spegniamo perché è Santa Rosa? Almeno una persona, non dico tante ma una, la vogliamo tenere in servizio?”.
Samuele Sansonetti
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