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Viterbo - Santa Rosa - Sandro Rossi alla movimentata assemblea dei facchini - I successi delle cene e del trasporto e qualche contestazione

“A gennaio si vota, chi pensa di fare meglio si presenti”

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Viterbo - L'assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – L’assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo - L'assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – L’assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo - L'assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – L’assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo - L'assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – L’assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo - L'assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – L’assemblea del Sodalizio dei facchini di S. Rosa

Viterbo – (g.f.) – “Pensate sempre a santa Rosa che dobbiamo onorare, tutto il resto sono cazzate”. Come non essere d’accordo, con Giovanni Arena?

È la frase con cui ieri sera il sindaco ha salutato i facchini, che si sono incontrati all’ex chiesa della Pace per il tradizionale ritrovo a distanza di tempo dal 3 settembre.

Un monito, forse una premonizione, visto il clima che nel corso della serata si è un po’ scaldato. Non subito.

Bilancio del trasporto e prossimi appuntamenti, tanto per cominciare. L’agenda è fitta e quest’anno si festeggiano i 40 anni dalla fondazione del Sodalizio. Appuntamento al teatro Caffeina il 16 dicembre per la festa del socio. In quell’occasione saranno consegnate le targhe che normalmente sono assegnate al pranzo sociale, il 24 novembre al Poggio della Guardia.

Il 10 novembre a Santa Rosa, poi, messa con il vescovo in ricordo dei facchini scomparsi. Ma il nuovo anno sarà particolarmente importante per il sodalizio. “Sono alla fine del quarto mandato – spiega il capo facchino Sandro Rossi – se qualcuno pensa che si possa fare meglio, a fine gennaio ha la possibilità di presentarsi e candidarsi”. Il presidente Mecarini sottoscrive.

Prima, ci sarà tempo per un passaggio in televisione. “Il 6 e 7 novembre – anticipa il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini – arriva la troupe del programma Rai Sereno Variabile. Vorranno assistere alla simulazione della prova di portata. Per questo servirà la collaborazione di tutti. Per la festa del socio andremo al teatro Caffeina, è il posto adatto, ce lo concedono a titolo gratuito”.

Passo indietro, alle cene in piazza. “Sono state impegnative, ma abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre – ricorda Mecarini – l’incasso è stato di 66mila euro, abbiamo chiuso con un utile di 18.829 euro. Vanno sottratte imposte e tasse, poi provvederemo a versare in beneficienza i soldi alle associazione che ne hanno fatto richiesta e individuando altri che ne hanno bisogno, come la Fattoria di Alice o l’emporio solidale. Decideremo in consiglio”.

Dopo le cene, il trasporto. “C’è stato il ministro Salvini – ricorda Sandro Rossi – che è sceso in piazza, si è messo accanto a noi per fare un pezzo di percorso con noi. Mai visto prima. È venuto a piazza del comune, ci ha dato la mano. Al di là di come ognuno la pensi, un ministro che si mette in mezzo a noi ci fa piacere e va alla storia”.

Tratto per tratto, il trasporto fino alla salita: “Ogni anno non c’è una gara da fare per essere più veloci – osserva Rossi – le cose vengono così. È stato il trasporto più emozionante, qualche difficoltà per la presenza del ministro fino al Suffragio, ma è andata bene, siamo riusciti a gestire tutto”.

Il bello e il cattivo tempo. Fuori tira vento, anche dentro la ex chiesa. “A questo consiglio – spiega Paolo Moneti – dico che non ha saputo portare serenità. Esiste un solo sodalizio, mi riferisco a un gruppo di whatsapp ufficioso rispetto a quello ufficiale. I nuovi facchini sono stati messi nel primo e poi nel secondo. Mecarini è presidente e deve essere sopra a queste cose. Le spaccature si devono evitare”.

C’è anche un viaggio a Nola, contestato. Senza inviare un messaggino, ma a voce, Rossi dice la sua: “Il sodalizio è uno – osserva il capofacchino – dopo un trasporto come quello passato, le cene, stiamo parlando di Whatsapp. Cazzate.

Il gruppo è uno, quello del 3 settembre. Non ci sono altri sodalizi, siamo tutti insieme dal primo all’ultimo”. Battibecco anche con il presidente Luciano Tola. Whatsapp tiene banco. Come mai non sono nel gruppo da anni? Lo chiede qualcuno. “Basta chiederlo, se per qualche ragione non se ne fa parte”. Mecarini risponde, il capofacchino incalza. 

“C’è santa Rosa – insiste Rossi – un sodalizio e un consiglio. Quello che è stato fatto bene e quello che è stato fatto male, si vedrà a gennaio”. Con le elezioni.

A microfono, un facchino chiede a Rossi e Mecarini di non ricandidarsi. Il presidente promette di rifletterci. Ironico. Rossi è meno riflessivo. “I facchini – dice il capofacchino – sono 220 sono loro a dover dare un giudizio, non un singolo facchino”.

Concludendo: “Possiamo discutere e parlare – chiude Rossi –  ma il sentimento nostro è sempre questo, verso il sodalizio e verso santa Rosa. Adesso, dopo avere discusso, forte e chiaro, facciamo sentire quello che proviamo”. Un “evviva santa Rosa” corale chiude l’incontro.


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28 ottobre, 2018

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