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Vasanello - Saranno ufficializzate il 26 ottobre all'assemblea di tutti gli utenti - I motivi della decisione: "Si è preferito sacrificare la gestione di un ente che poteva fare tanto per un interesse di parte"

Agraria, si dimette il presidente Francesco Mariottini

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Vasanello - Francesco Mariottini

Vasanello – Francesco Mariottini

Vasanello – Agraria, si dimette il presidente Francesco Mariottini.

Dopo poco più di anno di attività, l’ente di Vasanello rimane senza guida. Mariottini spiega cosa lo abbia spinto a prendere questa decisione, sostenendo che “si è preferito sacrificare la gestione di un ente che poteva fare tanto per i cittadini per un interesse di parte”.

“Mi sono insediato – dice Mariottini – a marzo del 2017. Sono partito credendo tantissimo nelle potenzialità dell’ente e convinto che avremmo potuto dare un contributo importante al suo sviluppo.

Ci siamo presentati come unica lista e quindi, in teoria, avremmo dovuto essere tutti in sintonia sugli obiettivi da raggiungere. Cosa che, nel tempo, si è dimostrata non essere vera.

Da subito, non dico di essere stato lasciato da solo, ma ho comunque potuto contare su pochissime persone. Questo atteggiamento mi ha lasciato un po’ perplesso”.

Mariottini fa un bilancio: “Ho ottenuto un finanziamento dalla regione Lazio per una manifestazione che si articolava su due mesi di iniziative, soprattutto sportive e nel bosco, ma anche per la promozione di prodotti locali e che servivano a sviluppare l’ente. Ho presentato un progetto di rifacimento delle strade per 350mila euro di cui siamo in attesa dell’esito, poi un altro dal titolo “Vivi la natura” per 18mila euro.

“Trees: training routes educate european society” è stata la ciliegina che mi ha dato tanta soddisfazione perché, per la prima volta, l’università agraria è riuscita a entrare in Europa e ad accedere ai finanziamenti come ente capofila di un progetto che ha coinvolto realtà polacche, ungheresi, austriache e portoghesi. Insomma, diversi risultati raggiunti.

Credevo di lavorare nella direzione giusta, ma per la maggioranza dei consiglieri non era così. Dapprima un consigliere, che oltretutto in un anno di attività non si è mai fatto vedere, si è dimesso una lettera di precisazioni relativamente a dei lavori fatti su un prato comunale di nostra proprietà. Contestava pretestuosamente che l’avessi inviata solo al sindaco, mentre per lui dovevo mandarla anche al consiglio comunale e alla minoranza. Si mette dunque in contrapposizione con me e presenta le dimissioni che da normativa vigente per ciò che riguarda gli enti publici non possono essere revocate. Quindi non posso fare altro che accettarle. Viene, però, preso come un atto di guerra”.

Continua Mariottini: “Arriva poi una richiesta della sezione locale del Pd a intervenire per rendicontare un anno di attività. Ho convocato il consiglio per chiedere cosa dovessi fare in maniera democratica. La maggioranza del consiglio ha detto che non dovevo andare perché non siamo il Pd, ma un ente pubblico. Ho accettato, ma anche questo è stato visto come un atto di guerra.

In sequenza si è dimesso il vicepresidente e un altro consigliere mi ha rimesso la delega che gli avevo affidato per il mantenimento dei rapporti con il biodistretto al quale abbiamo aderito sotto la mia spinta per promuovere un’agricoltura sostenibile. Per pretesti senza fondamento e interessi di parte si è preferito sacrificare la gestione di un ente che poteva fare tanto per i cittadini.

A questi giochi non ci sto anche, visto che siamo arrivati al punto che la maggioranza dei consiglieri, a me contraria, non mi parla più ma mi scrive. Ho deciso di dire basta.

Una cosa Mariottini se la rimprovera: “Un errore l’ho fatto, lo ammetto. Ho sbagliato squadra perché potevamo fare tante altre cose. L’ente dalla popolazione è sempre stato visto come l’organo che riscuote il canone sui terreni e basta. Il resto non si conosceva. Ora le scuole ci conoscono, c’è confronto con le aziende agricole locali e si sono avviati dei rapporti con l’Unitus. Ho aperto una pagina Facebook dove mi arrivano diverse adesioni. Tutte al di fuori dei consiglieri che, invece, non hanno mai dato l’amicizia. Una sciocchezza che però è sintomatica.

Una guerra partita dall’inizio e solo perché una parte del Pd voleva chiudere l’ente. Mi sono contrapposto a questo disegno e loro hanno voluto farmela pagare”.

Margottini ha quindi annunciato le dimissioni. “Il 26 ottobre farò un’assemblea di tutti gli utenti dove illustrerò la mia attività e presenterò ufficialmente le dimissioni ufficialmente”.

Sul futuro: “Non so che scenario si presenterà per l’ente perché oltretutto ci troviamo a cavallo dell’attuazione di una legge, approvata nel dicembre 2017, con cui c’è una trasformazione sostanziale dell’ente da pubblico a privato”.

La sua decisione è irremovibile: “Con questa – conclude – squadra non c’è alternativa”.


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2 ottobre, 2018

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