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Caprarola - Il sindaco Eugenio Stelliferi chiede un tavolo istituzionale per far capire a tutti che gli agricoltori sono i primi a rispettare l'ambiente

“La qualità delle nocciole dei Cimini non si discute e non si tocca”

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Caprarola - Il sindaco Eugenio Stelliferi

Caprarola – Il sindaco Eugenio Stelliferi

Caprarola - La presentazione del Progetto Nocciola Italia Ferrero

Caprarola – La presentazione del Progetto Nocciola Italia Ferrero

Caprarola - Fabio Piretta, project manager Ferrero

Caprarola – Fabio Piretta, project manager Ferrero

Caprarola – (dan.ca.) – “Le nocciole non si toccano e la loro qualità non è in discussione. E siamo i primi a capire che la qualità del prodotto non può assolutamente prescindere assolutamente da quella dell’ambiente”. Il sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi sembra proprio togliersi un sasso dalla scarpa. Contro chi ha puntato e punta il dito verso i produttori di nocciole.

E lo ha fatto ieri sera durante il convegno organizzato dalla Ferrero e da Assofrutti per parlare del progetto della multinazionale piemontese che prevede 20 mila nuovi ettari di nocciole su tutto il territorio nazionale nei prossimi cinque anni.

“Una decina di giorni fa – ha detto Stelliferi – ho avuto una riunione con la Asl di Viterbo, l’università della Tuscia, la Procura e i sindaci dei comuni dei laghi di Vico e Bolsena. In quell’occasione ho lanciato la proposta di un tavolo istituzionale che stimoli una corretta informazione in merito alle nostre nocciole per eliminare ogni possibile dubbio nell’opinione pubblica”.

Il sindaco di Caprarola è intenzionato a dare battaglia. Anche perché la posta in gioco è alta. Per portare tutti nel mercato globale della nocciola a competere con la Turchia e gli altri gruppi, la Ferrero chiede qualità, trasparenza, tracciabilità e sostenibilità ambientale del prodotto. Regole da cui non si prescinde, “altrimenti – ha detto il project manager della Ferrero Fabio Piretta al convegno di ieri sera – le nocciole in fabbrica neanche ci mettono piede”.

E per contrastare “chi fa dietrologie – come Stelliferi stesso ha detto – serve un tavolo istituzionale”. Per certificare che per gli imprenditori della nocciola della Tuscia “la qualità del prodotto non prescinde dalla qualità dell’ambiente”. Come? “Avvalendosi del contributo dell’università. Per dare a tutti un’informazione corretta e fondata su dati scientifici”.

Daniele Camilli

25 ottobre, 2018

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