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Tribunale - Vallerano - Nominato il professor Farneti che si è occupato anche del caso Ilaria Alpi

Pistolero fai da te, un superesperto per la perizia balistica

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Martino Farneti

Martino Farneti

Vallerano – Pistolero fai da te, un superesperto per la perizia balistica. Nominato il professor Farneti che si è occupato anche del caso Ilaria Alpi.

In una scatola da scarpe l’imputato nascondeva una pistola a salve modificata che era stata utilizzata per sparare. Sequestrati anche un caricatore e 51 proiettili di vario calibro. 

L’hanno trovata il 3 luglio 2015 in una cantina trasformata in un abitazione, a Vallerano, i carabinieri che stavano indagando su un caso di minaccia grave e di calunnia.

Il proprietario della pistola è finito sotto processo davanti al collegio per detenzione illecita di un’arma comune da sparo atta all’impiego clandestina, trattandosi di pistola a salve trasformata in arma da sparo tramite la trapanazione della canna. 

Oggi il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha affidato a un superesperto una perizia balistica sull’arma al fine di accertare l’effettiva funzionalità e offensività della pistola.

In aula, per l’occasione, c’era professor Martino Farneti, esperto di balistica forense di fama internazionale che si è occupato anche del caso Ilaria Alpi. 

Farneti, attualmente al centro di balistica forense di Aprilia, si è preso 60 giorni per dire se la pistola, una calibro 8 di marca Bruni, è funzionante e idonea all’uso e quali trasformazioni abbia subito, effettuando prove di sparo al poligono.

Siccome assieme alla pistola, nella scatola, c’erano anche un caricatore calibro 7,65 e 51 munizioni da arma corta di vario calibro, all’imputato, un italiano, viene contestato anche il loro possesso fuorilegge.

L’arma era accuratamente nascosta dentro una scatola per scarpe di colore arancione, avvolta in un paio di pantaloncini grigi oleati, poi c’erano un caricatore e le munizioni. Siccome si ipotizzò che oltre ad essere stata modificata, fosse stata usata, fu anche fatto un fascicolo fotografico.

Si tratta di una pistola calibro 8, forata nella parte della canna, dentro la quale era rimasto un bossolo della cartuccia, segno che era stata usata per sparare.

Per renderla operativa, la canna era stata limata nella punta. I proiettili, invece, erano 51 e andavano dal calibro 3,65 al calibro 22. Potevano essere utilizzabili, a seconda della modifica della canna.
Si torna in aula il 16 gennaio.

10 ottobre, 2018

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