Bolsena – “Se serve dobbiamo scendere in piazza, chiudere la Cassia, fare tutto il possibile per difendere i diritti sacrosanti della nostra popolazione. Dovranno passarci sopra con le ruspe.”
Il sindaco di Bolsena, Paolo Equitani, è pronto a fare le barricate contro l’apertura dell’impianto Geotermia di Castel Giorgio.
L’annuncio arriva da un video pubblicato a fine settembre su Facebook dall’assessore Andrea Di Sorte, dove il primo cittadino parla con toni molto decisi di diversi argomenti, tra cui il progetto del geotermico.
“Non vi permetteremo di distruggere un territorio, una storia e una cultura su cui lavoriamo da cent’anni – tuona Equitani – in nome di un’impresa di cui non sappiamo niente, se non il nome. Non sappiamo chi c’è dietro, perché viene qui, chi ce la manda, che vuole da noi”.
Il progetto in questione prevede l’apertura di un impianto geotermico della società Itw Lkw Geotermia Italia a Castel Giorgio, nell’orvietano.
“Sono 7 anni che va avanti questa storia – continua Equitani -. I ministeri competenti hanno dato parere favorevole e la regione Umbria ha fatto come Ponzio Pilato, non si è espressa. Quindi questa roba arriverà sul tavolo del consiglio dei ministri. Ma noi, insieme agli altri sindaci della zona, abbiamo presentato una relazione che spiega perché siamo contrari: quest’impianto andrà a sversare liquidi in provincia di Viterbo e rischia di compromettere la falda acquifera che alimenta il lago di Bolsena”.
Il sindaco è un fiume in piena: “Un’impresa che viene dalla Svizzera non può venire qui a fare certe cose. Non sappiamo chi siano queste persone, non sappiamo cosa succederà. Se vogliono fare un impianto, vadano a farlo in Svizzera. Noi ci opporremo in tutte le maniere”.
Per concludere, l’appello ai cittadini: “Dobbiamo ribellarci a questo sistema di fare le cose, chiedo a tutti di essere più attenti e sensibili a questo problema. Venite insieme a noi a combattere per il nostro territorio”.
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