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Truffa milionaria agli investitori - Lo dice la Consob, che nel 2016 ha sospeso per quattro mesi il promoter indagato dalla Dda

“Soldatelli ha distratto somme dei clienti e fatto operazioni non autorizzate”

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Il magistrato Clementina Forleo

Il magistrato Clementina Forleo

L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato Matteo Moriggi

L'avvocato Carmelo Ratano

L’avvocato Carmelo Ratano

Andrea Danti

L’avvocato Andrea Danti

Nepi – “Soldatelli ha distratto somme dei clienti e fatto operazioni non autorizzate”. Prima ancora della denuncia penale al tribunale di Viterbo, per Angelo Soldatelli, 60 anni, di Nepi, è scattata la sospensione sanzionatoria di quattro mesi dall’albo unico dei promotori finanziari firmata Consob.

E’ il promoter che avrebbe truffato gli investitori, una decina dei quali già parti civili dall’udienza preliminare in vista di un eventuale processo.

Il provvedimento della sospensione sanzionatoria per quattro mesi è stato formalizzato  dalla Consob nel maggio del 2016, la denuncia al tribunale di Viterbo risale a gennaio 2017.

Le parti offese sono assistite dagli avvocati Matteo Moriggi, Carmelo Ratano e Andrea Danti del foro di Viterbo.

L’ex family banker di Banca Mediolanum, citata come responsabile civile già in udienza preliminare, è davanti al gup Clementina Forleo del tribunale di Roma per truffa aggravata dall’abuso delle relazioni derivanti dalla prestazione d’opera e dalla rilevante entità del danno patrimoniale e accesso abusivo a sistema informatico, tramite i codici e le password dei clienti, su richiesta della Dda di Roma, che ha svolto le indagini. 

Tutto sarebbe partito dai reclami al call center della banca, relativi ad anomale movimentazioni, da parte di diversi clienti,  incontrati personalmente dagli ispettori della banca tra il 19 novembre e il 6 dicembre 2013.

“Emergono – si legge nelle motivazioni della sospensione inflitta dalla Consob – elementi sufficienti a ritenere accertato che Soldatelli ha distratto a favore di terzi somme di pertinenza dei clienti, rilasciato ai clienti informazioni non rispondenti al vero, perfezionato operazioni non autorizzate dai clienti a valere sui rapporti di pertinenza di questi ultimi e percepito finanziamenti dai clienti”.

Banca Mediolanum Spa ha segnalato alla Consob le presunte irregolarità con due note del 22 novembre 2013 e dell’11 aprile 2014. 

“L’impianto accusatorio risulta nel complesso confermato dalla sussistenza di plurime dichiarazioni concordanti tra loro dei clienti del promotore – scrive ancora la Consob –  i quali hanno tra l’altro dichiarato di non riconoscere le operazioni di pagamento risultate a favore di altri clienti e di avere ricevuto dal promotore falsi rendiconti in merito agli investimenti effettuati”.
 
In diciotto avrebbero ricevuto dal promotore false informazioni e falsi rendiconti in merito agli  investimenti effettuati. In cinque avrebbero dichiarato di non riconoscere le operazioni di pagamento risultate a favore di altri clienti, dal controvalore complessivo di 61.988 euro, disposte tramite 26 bonifici e un assegno bancario. 
 
Il promoter avrebbe: “Acquisito, mediante distrazione a favore di terzi, la disponibilità di somme di pertinenza dei clienti; rilasciato ai clienti documentazione e informazioni non rispondenti al vero; perfezionato operazioni non autorizzate dai clienti a valere sui rapporti di pertinenza di questi ultimi per aver percepito finanziamenti dai clienti”.
 
Una cliente non avrebbr trovato corrispondenza in merito al beneficiario di un assegno bancario Mediolanum, datato 21 dicembre 2012, per l’importo di 4mila euro.  Altri avrebbero dichiarato di avere effettuato su richiesta del promotore e a titolo di “favore personale” dei finanziamenti a favore di altri clienti ai medesimi sconosciuti, con la promessa di rimborso.
 
Dopo la revoca dal mandato, tra il 18 ed il 21 novembre 2013, sarebbero stati incontrati circa 25 clienti, tutti legati tra loro da rapporti di parentela o di stretta amicizia, su un totale di 230, la maggior parte dei quali non dal servizio di Internal Auditing di Banca Mediolanum, ma dal supervisore nonché responsabile dell’ufficio di Viterbo, il quale avrebbe beneficiato della riassegnazione dei clienti,  tutti quanti forniti di documentazione falsa e con bonifici disconosciuti. 
 
L’udienza preliminare, dopo l’autorizzazione ottenuta dagli avvocati Moriggi e Ratano alla citazione di Banca Mediolanum (che è anche parte offesa) come responsabile civile, riprenderà, sempre davanti al gup Forleo, l’11 dicembre. 
 
Silvana Cortignani

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22 ottobre, 2018

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