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Viterbo - Caos in federazione per lo stop imposto ieri dal commissario - Tra i Dem volano gli stracci e non solo quelli - FOTO E VIDEO

Tesseramento bloccato, furiosa lite nella sede del Pd

Viterbo - Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo – Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo - Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo – Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo - Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo – Lite al Pd per il tesseramento

Viterbo – (g.f.) – Furiosa lite al Pd per il tesseramento. Non c’è pace in casa Dem e ieri pomeriggio nella sede provinciale sono volati gli stracci e pure qualcosa in più.

Era uno dei giorni in cui era possibile tesserarsi o rinnovare la propria adesione al Partito democratico. Qualcosa, però, è andato storto. Tanto per cambiare. La procedura è stata sospesa.

Decine di persone in attesa, strano ma vero, sono state rispedite via. Con l’invito a presentarsi il giorno dopo. Apriti cielo.

È scoppiato il parapiglia. Dalle frazioni, da San Martino al Cimino fino a Viterbo. Perché con le porte sbarrate, in molti sono arrivati in federazione, a via Cardarelli. Per avere spiegazioni. Poco convincenti, evidentemente, tanto che è esploso il caos. Chi non poteva avere la tessera è rimasto deluso, tanto per usare un eufemismo.

Paroloni, accuse reciproche, qualche spinta. Gli animi si sono riscaldati. Qualcuno addirittura ha parlato di una bottigliata di plastica, arrivata in testa ad Aldo Fabbrini. L’ex consigliere comunale avrebbe accusato un malore, lasciando la sede del partito.

Situazione complicata e nemmeno il commissario, Andrea Rossi, nominato da qualche mese pare essere in grado di riportare un minimo di calma in un partito provato dagli scontri interni.

Ieri è stato lo stesso commissario, a quanto sostengono i militanti, a fermare il tesseramento, che oggi dovrebbe essere regolare. Secondo l’area popolare, il blocco, seppure momentaneo, sarebbe dovuto alla decisione della commissione di garanzia, di lasciare fuori, chi per sei mesi e chi per tutto il 2019, esponenti che hanno partecipato alla lista per le comunali con Serra sindaco, in contrapposizione a quella Pd.

Nessuno di loro potrebbe tesserarsi in questo momento e per evitare errori, si è preferito fermarsi. Una prudenza a cui sono in pochi a credere e che comunque, farà di Viterbo un caso più unico che raro nel panorama politico italiano. La città dove a chi vuole tesserarsi a un partito gli viene impedito.

A molti proprio non va giù. “Sono membro della commissione – spiega Antonella Savi – ma nemmeno io sono stata avvisata che oggi il tesseramento non si sarebbe svolto. Sono stata 40 minuti fuori e sotto l’acqua a San Martino al Cimino, insieme a persone anziane in attesa.

C’è gente che continua a chiamare, domandando perché non sia possibile tesserarsi, come era stato stabilito e comunicato”.

Ordine partito dalla capitale. “Pare che da Roma sia arrivato l’ordine di fermare tutto – continua Savi – la gente chiedeva a me e io non sapevo cosa risponder”.

Tutto fermo, rinnovi compresi, con una comunicazione arrivata, fanno sapere, alle 17,15. Generando il caos.

Intanto a via Cardarelli, dentro e fuori la sede, in capannelli si continua a discutere animatamente, arriva più di uno a rinnovare la tessera. Gli viene detto che non è possibile. Perplesso, guadagna l’uscita. Chissà se domani tornerà.

12 ottobre, 2018

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