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Viterbo - Antonio Filippi (Cgil) sul funzionamento dell'ospedale

“Belcolle, ho le carte in regola per denunciare i disservizi”

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Antonio Filippi

Antonio Filippi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Rispetto al funzionamento di Belcolle.

Dopo il mio grido di allarme sul funzionamento dell’ospedale di Belcolle, sono seguite delle risposte (prevedibili) e valutazioni non concordi con le mie preoccupazioni in merito ai fatti accaduti.

Debbo dire che le precisazioni del collega della Cisl Mario Malerba sono genuine e proprie di chi sa tenere una discussione sul piano del del libero confronto pur nella diversità di opinioni. Altri interventi invece, trasudano di acredine e pregiudizio, addirittura minacciando azioni legali, sintomo questo che il confronto anche se aspro ma sempre mosso da spirito propositivo e costruttivo non è nelle loro corde. Pazienza, ne prendiamo atto.

Solo chi ha letto in malafede o in conflitto di interessi, può pensare che il giudizio negativo da me espresso in questa occasione sia estendibile all’intero corpo medico operante a Belcolle.

So benissimo, anzi conosco di persona la validità di ottimi professionisti e non ho mancato di dichiararlo anche pubblicamente per dare il giusto risalto alla loro competenza scientifica (ma in quell’occasione nessuno scrisse a sostegno del mio rilievo positivo)Proprio per questo ora ho le carte in regola per denunciare disservizi e mancati riscontri positivi per i fatti messi in luce.

Il sottoscritto non deve dimostrare nulla a nessuno perché sono gli atti compiuti a testimoniare le tante battaglie fatte per il completamento di Belcolle, in difesa dei lavoratori e dei loro diritti.

Di tutti i lavoratori operanti Belcolle, infatti, non è solo personale medico sanitario. La mia storia l’ho voluta raccontare per chiamare tutti a individuare le forme per migliorare il funzionamento di Belcolle che è l’unico presidio vero a cui i cittadini, i lavoratori, i pensionati della nostra provincia possono rivolgersi per garantirsi il diritto alle cure e alla salute.

La mia preoccupazione in questa e in altre occasioni è stata sempre quella di evitare ai pazienti di recarsi fuori regione per ottenere le giuste cure mediche, perché non tutti hanno le risorse economiche adeguate e possono permettersi le “trasferte” sanitarie.

Questo è lo spirito che da sempre mi ha animato in 35 anni di attività sindacale nella Cgil, in difesa del diritto e della dignità delle persone. Per altri non so.

In conclusione voglio ancora ribadire che dopo gli sforzi della giunta regionale, per ripianare il debito accumulato negli anni scorsi, certo che hanno comportato tagli e sacrifici per tutti, ora è il momento di rivendicare il giusto ritorno agli investimenti per nuove e moderne strumentazioni, di ripristinare almeno in parte i tagli dei posti letto effettuati, dare immediata stabilità occupazionale per tutti i precari, fare prima possibile nuove assunzioni di personale, garantire adeguati investimenti nella formazione e percorsi di aggiornamento del sapere scientifico per tutti gli operatori, dando così maggiori tutele e garanzia al diritto alla salute per tutti i cittadini viterbesi.

Antonio Filippi


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28 novembre, 2018

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