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Capodimonte - Banda del racconto e rete di impresa hanno portato in scena la rivisitazione di una delle fiabe più belle e amate - Inoltre, musica, laboratori e degustazioni con i produttori locali

“La bella e la bestia” conquista il lago di Bolsena

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Capodimonte - Pietro Benedetti (al centro)

Capodimonte – Pietro Benedetti (al centro)

Capodimonte - La passeggiata/racconto "La bella e la bestia"

Capodimonte – La passeggiata/racconto “La bella e la bestia”

Capodimonte - La passeggiata/racconto "La bella e la bestia"

Capodimonte – La passeggiata/racconto “La bella e la bestia”

Capodimonte - Antonello Ricci

Capodimonte – Antonello Ricci

Capodimonte - Francesca Ferri (a destra)

Capodimonte – Alessia Scali e Francesca Ferri (a destra)

Capodimonte – (dan.ca.) – “La bella, la bestia e la rosa”, Naturalmente Capodimonte. Riesce in pieno la passeggiata/racconto organizzata dalla Banda di Antonello Ricci e dalla rete di imprese della piccola cittadina che si affaccia sul lago di Bolsena. L’iniziativa è stata finanziata e patrocinata dalla Regione Lazio, con il sostegno del comune di Capodimonte.


Fotogallery: La “bella e la bestia” conquistano il lago di Bolsena


Ieri mattina. Una comunità narrante guidata da Ricci. La seconda, dopo quella di Bassano in Teverina. Entrambe a firma Banda del racconto. Da piazza Umberto I alle scuderie Farnese, dove la passeggiata capodimontana si è conclusa con una degustazione in compagnia dei produttori locali a vocazione biologica della filiera enogastronomica del lago. Letture e intermezzi musicali rispettivamente a cura di Laura Antonini e Roberto Pecci. Figuranti, tutti del posto, Chiara Faina (la Bella), Dario Rossi (la Bestia), Leonardo Mancini, il giovanissimo “Enrichetto” Gonzalez, il “selvaggio gentiluomo”, e Noemi Costantini. Costumi realizzati da Viviana Ginebri, per la regia di Pietro Benedetti. Le “pillole” storico-artistiche sono state invece a cura di Alexandra Bompard. Il fotoracconto è stato infine dell’antropologo Marco D’Aureli. 

“L’idea – ha detto Ricci – è stata quella di proporre al pubblico delle passeggiate/racconto una variazione sul tema in onore di una delle fiabe più celebri e amate, tra folklore e letteratura, fiabistica e immaginario cinematografico”. Lungo un percorso dove a far da cornice sono state le splendide acque del lago vulcanico più grande d’Europa con una straordinaria storia artistica e culturale alle spalle.

La giornata è stata infine accompagnata da musica e laboratori con gli antichi maestri del posto.

“La passeggiata di ieri mattina – prosegue Ricci – è stata un viaggio lungo le strade e le piazze dello splendido borgo lacuale tra documenti d’archivio, letteratura, fiabistica e cinema sui temi del rapporto natura-cultura e dell’esotico. Evocando i film di Walt Disney, Jean Cocteau, le fiabe di Pietro Moretti e il lavoro di Italo Calvino. E, ancora, Pia Pera, Robert Louis Stevenson eccetera”.

“Un modello di intervento formativo e performativo – ha poi commentato Ricci a proposito dei lavori realizzati finora, e non solo nel viterbese -collocato a cavallo tra la più tradizionale formula della passeggiata/racconto e una attività didattica in senso più scientifico. A brevissimo ripartirà infatti il master per narratori di comunità, arrivato questo alla sua seconda edizione, assieme all’università degli studi della Tuscia. Il viaggio prosegue”.

“La rete di imprese Naturalmente Capodimonte – spiega invece la vice presidente dell’organizzazione dei commercianti Francesca Ferri che ha presentato la giornata con l’imprenditrice Laura Vagata e la manager di rete Alessia Scali – è un’aggregazione di piccole e medie imprese della filiera turistica, commerciale e dei servizi. Raggruppa 56 aziende capodimontane che si sono poste obiettivi comuni e collaborano a progetti condivisi. La rete punta alla valorizzazione dell’intero territorio, realizzando un’offerta ampia, uniforme e di qualità”.

Prossima iniziativa della rete, un allestimento permanente che prevede la piantumazione di rosai antichi da collezione all’interno del centro storico di Capodimonte. Realizzati dal rodologo e paesaggista di fama europea Walter Branchi. Sulle tracce del “giardino perduto” rinascimentale della rocca Farnese.

Daniele Camilli

12 novembre, 2018

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