Viterbo – (g.f.) – “Polizia locale, le ore di servizio al di fuori dell’orario di lavoro per iniziative richieste da privati, le devono pagare i privati”. Suona più o meno così, la lettera che Uil Fpl ha recapitato all’assessora Claudia Nunzi.
Per chiedere qualcosa che dovrebbe essere scontato e che altri comuni hanno già deliberato. Se, ad esempio la sera, è necessaria la presenza di vigili per manifestazioni non del comune o atri enti pubblici, chi le organizza deve farsi carico dei costi pure degli agenti.
Il vantaggio sarebbe doppio. Maggiori entrate nella casse comunali che di questi tempi non guastano e poi, non si andrebbe a intaccare il monte ore di straordinario del corpo di polizia locale, già ridotto ai minimi termini.
Dovrebbe essere scontato discuterne, eppure la Uil ha già scritto a inizio settembre ad assessora e dirigente. Nessuna risposta. Quindi, ci prova. Ricordando anche la norma che prevede l’addebito a privati dei costi per iniziative richieste da loro: “L’articolo 22 comma 3 bis del D.L. n. 20/2017”.
Si tratta di una scelta che deve passare da giunta e consiglio comunale. Altrimenti, nulla di fatto.
Sarebbe un peccato, perché: “Le ore aggiuntive, cosi rese – spiega la Uil – non concorrono alla verifica del rispetto del limite massimo individuale di ore di lavoro straordinario”.
In altre parole, se si stabilisce che i compensi li versa chi richiede il servizio, non si va a intaccare la quantità di lavoro straordinario che gli agenti possono effettuare in altri servizi per la città. Altrimenti, paga il comune. Due volte.
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