Roma – Associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e alla commercializzazione di opere d’arte contraffatte. Opere d’arte che, secondo la procura di Roma, sarebbero state falsamente attribuite all’artista marchigiano Gino De Dominicis, tra gli autori più importanti dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Ma anche ad altri maestri contemporanei.
Ieri mattina i carabinieri di Roma hanno arrestato, ai domiciliari, due persone e notificato altrettanti divieti temporanei di esercizio dall’attività professionale.
Le due ordinanze d’arresto, come scrivono i militari in una nota, sono state emesse nei confronti di chi avrebbe realizzato le opere contraffatte e a carico della vicepresidente della fondazione Archivio Gino De Dominicis. Per i carabinieri, quest’ultima sarebbe stata un “personaggio di spicco nella vicenda. Essendo stata assistente personale dell’artista De Dominicis – spiegano i militari -, nella contraffazione delle opere avrebbe sfruttato le sue approfondite conoscenze sulle tecniche pittoriche e sull’iconografia concettuale del maestro morto nel 1998”.
Secondo i carabinieri, “il sodalizio criminoso ruotava intorno alla fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma, presieduta da un noto critico d’arte e composta da importanti galleristi, esperti d’arte e mediatori commerciali”. Il “noto critico d’arte” presidente della fondazione è Vittorio Sgarbi, attualmente deputato e sindaco di Sutri. Quest’ultimo comparirebbe tra i 23 indagati per aver “autenticato – secondo gli inquirenti – diverse opere false”.
A vario titolo, gli indagati sono accusati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte e ricettazione. “Erano riusciti a immettere – sottolineano i carabinieri -, nei canali leciti del mercato dell’arte contemporanea, numerose opere d’arte contraffatte, corredandole di false certificazioni di autenticità”. Opere d’arte che, secondo i militari, sarebbero state attribuite falsamente all’artista De Dominicis, le cui “quotazioni sono sempre più in rialzo sul mercato”.
L’operazione Urvasi, durante la quale sono state sequestrate più di 250 opere e il materiale per la falsificazione, è stata condotta dai carabinieri di Roma, reparto tutela del patrimonio culturale – sezione falsificazione e arte contemporanea, e coordinata dalla pm capitolina Laura Condemi. Le oltre 250 opere sequestrate, secondo gli inquirenti, avrebbero avuto un valore di più di 30 milioni di euro e sarebbero state cedute soprattuto a ignari collezionisti.
– Vittorio Sgarbi: “Le opere sono tutte vere, questa è un’indagine priva di senso…”
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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