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Vetralla - Appello lanciato ieri sera dalla deputata Laura Boldrini durante l'incontro al winebar Bibemus organizzato dalla presidente del consiglio comunale Giulia Ragonese - FOTO e VIDEO

“Salvini come Mussolini, dobbiamo organizzarci”

di Daniele Camilli
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Vetralla - Giulia Ragonese e Laura Boldrini

Vetralla – Giulia Ragonese e Laura Boldrini

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

Vetralla - Walter Mancini

Vetralla – Walter Mancini

Vetralla - Alessandro Mazzoli

Vetralla – Alessandro Mazzoli

Vetralla - Manuela Benedetti

Vetralla – Manuela Benedetti

Vetralla - Carlo Postiglioni e Franco Coppari

Vetralla – Carlo Postiglioni e Franco Coppari

Vetralla - Anna Maria Palombi

Vetralla – Anna Maria Palombi

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

La deputata Laura Boldrini a Vetralla

Vetralla – “Matteo Salvini come Mussolini. Dobbiamo organizzarci. Con una nuova visione, alternativa alla loro”. La deputata Laura Boldrini va all’attacco. Contro la Lega e il movimento Cinque stelle.

E lo fa a Vetralla, dove ieri sera è intervenuta al winebar Bibemus per un’iniziativa organizzata dalla presidente del consiglio comunale vetrallese Giulia Ragonese che, assieme ad altre compagne, ha da poco dato vita a quella che forse, ad oggi, è l’unica Casa delle donne esistente nella Tuscia.


Multimedia – Fotogallery: Laura Boldrini e Casapound a Vetralla – Video: L’intervento di Boldrini al winebar BibemusCasapund Italia contro Laura Boldrini


“Questo è il governo del cambiamento talebano – ha poi aggiunto Boldrini -. E lo è perché noi abbiamo un numero di donne al governo più vicino a quello di Kabul in Afghanistan che a Madrid in Spagna”.

Le cifre parlano chiaro. È Boldrini stessa a ricordarle. “In Italia il governo è formato da 63 persone. Soltanto 11 sono donne, il 17%. In Francia sono il 58 e in Spagna il 65”.

L’unico modo per uscirne è “organizzarsi”. “Va fatto qualcosa di completamente nuovo – ha infatti spiegato la ex presidentessa della Camera -. Una lista con punti chiari, a partire dalla quale scegliere persone autorevoli della società civile che hanno la stima degli italiani. Con un simbolo nuovo che ispiri fiducia. Una lista che abbia per slogan ‘cambiare l’Europa per salvare l’Europa’”. Nel 2019 ci saranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

La sala al Bibemus è piena. I posti a sedere tutti occupati. Più di 150 le presenze registrate all’ingresso. Fuori ci sono poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani. Un paio di chilometri più in là, sempre a Vetralla, in piazza Marconi, Casapound Italia ha organizzato una manifestazione contro la ex presidente della Camera. Laura Boldrini vive da tempo sotto assedio.

“Sono quasi sei anni – ha evidenziato la deputata – che vivo ogni giorno un’onda di sconcezze e di ferocia. Non solo su di me ma anche su mia figlia e sulla mia famiglia. Questo significa ricevere ogni giorno minacce di morte e di stupro. E a un certo punto ti arrivano anche i proiettili. Perché ti devono intimidire. Ti devono paragonare a una bambola gonfiabile o a una figurina da mettere in macchina”.

Il riferimento è chiaro. È a Matteo Salvini, ministro dell’interno, che la paragonò a una bambola gonfiabile nel corso di una manifestazione.

“Questa istigazione allo stupro – ha poi proseguito Boldrini – l’ho vista fare nella ex Jugoslavia e in Ruanda. Solo che lì c’era la guerra. In un Paese democratico non si può e non si deve augurare lo stupro a un’avversaria politica”.

In prima fila, ad ascoltare Laura Boldrini, c’è la giunta comunale vetrallese. Il sindaco Franco Coppari, l’assessore Carlo Postiglioni e Anna Maria Palombi. Tra il pubblico anche l’ex deputato Alessandro Mazzoli, Manuela Benedetti del Pd e Walter Mancini della Cgil. Verso sera Boldrini ha visitato la Casa delle donne e il palazzo comunale. Prima, un passaggio alla frantoio della cooperativa olivicoltori lungo viale Eugenio IV.

“Non vedo il nemico in nessuno – ha commentato Boldrini -. Vedo solo qualcuno con cui confrontarmi. Anche quando quel qualcuno mi paragona a una bambola gonfiabile. Ma questo signore che fa questo tipo di paragoni non riesce a sostenere una conversazione. Scappa. Si trincera dietro agli slogan e alle parole ad effetto. ‘La manovra non mi sta bene?'”. Boldrini imita Salvini. “‘Allora dico a Bruxelles…io me ne frego’. Neanche parafrasando Mussolini, ma dicendo tale e quale. Come Mussolini. Orgoglioso di esserlo”.

Prima di arrivare all’appuntamento, un altro appunto. Questa volta sulla lingua italiana e la scelta di Boldrini di fare in modo che le almeno le cariche istituzionali fossero declinate anche al femminile. E lo ha fatto mentre visitava la sala del consiglio comunale in piazza Umberto I. “È una battaglia di sostanza che stanno invece politicizzando. Le donne della Lega si vogliono infatti far chiamare ‘deputato’, come se fossero un maschio. Ma non è Laura Boldrini a dirlo. È la Crusca, cioè la più alta istituzione grammaticale e linguistica del nostro Paese. Se poi queste persone vogliono parlare in modo sgrammaticato, lo facciamo pure, sono libere di farlo”.

Coraggio, visione e generosità. Questo il messaggio lanciato da Boldrini in conclusione dei lavori. “Abbiamo due strade – ha detto la deputata – Soccombere o reagire. La prima, vuol dire adattarsi a quanto sta accadendo, fare buon viso a cattivo gioco. La seconda significa invece combattere, reagire e rilanciare con orgoglio i nostri valori. Senza avere paura”. 

Infine, una promessa. “Io sono orgogliosa di essere democratica, antifascista e di credere nella solidarietà. Io sono orgogliosa di essere una persona buona e di insegnare a mia figlia questi valori. Mai e poi mai mi piegherò all’abbrutimento che ci prospettano”.

Daniele Camilli


Articoli: Laura Boldrini al frantoio assaggia l’olio della Tuscia –  Casapound: “Siamo qui per dirti che non ti amiamo”


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27 novembre, 2018

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