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Cronaca - Domenico Lucano, sindaco di Riace, dopo aver ricevuto l'onorificenza dai primi cittadini di Sutri, Capranica e Oriolo Romano - Vittorio Sgarbi: "Il modello Riace è un modello di umanità"

“Questa cittadinanza ha il sapore della libertà”

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Domenico Lucano e Vittorio Sgarbi

Domenico Lucano e Vittorio Sgarbi

Capranica - La cerimonia di consegna della triplice cittadinanza onoraria a Domenico Lucano

Capranica – La cerimonia di consegna della tripla cittadinanza onoraria a Domenico Lucano

Capranica - La cerimonia di consegna della triplice cittadinanza onoraria a Domenico Lucano

Capranica – La cerimonia di consegna della tripla cittadinanza onoraria a Domenico Lucano

Carlo Giovanardi

Carlo Giovanardi

Capranica – Tripla cittadinanza a Domenico Lucano.

Questa mattina il sindaco di Riace ha ricevuto l’onorificenza dai primi cittadini di Sutri, Capranica e Oriolo Romano. “Ha indicato un modello di convivenza che supera i confini geografici e mentali, e misura le capacità degli uomini rispetto alle loro funzioni attive in una comunità viva, realizzando a Riace, al di là delle ideologie, una moderna polis. Un giorno capiranno che è stato un profeta”. È scritto nelle motivazioni, lette durante una cerimonia al teatro Tef di Capranica.

Mattatore della mattinata, iniziata con la proiezione del corto ‘Il volo’ del regista tedesco Wim Wenders, il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi. “Lucano – ha sottolineato il primo cittadino – ha dato vita a un modello umanistico, non comunista”.

Tra i presenti pure l’ex presidente della regione Calabria Agazio Loiero e Carlo Giovanardi. “Di Riace me ne sono innamorato subito – ha ammesso Loiero -. Mi sono innamorato del suo mondo cosmopolita, che ha anche messo guazzabuglio nella mia coscienza di cristiano”.

“Quello dell’immigrazione – ha detto invece Giovanardi – è un problema gigantesco, che può essere affrontato solo con una sinergia tra la televisione pubblica e un enorme serbatoio di abnegazione e generosità. L’esperienza di Riace era un’esperienza che veniva dal basso ed era finalizzata all’integrazione, a far sì che gli immigrati diventino cittadini italiani e che i loro figli studino in Italia e parlino la nostra lingua e i nostri dialetti”.

Ha portato i saluti del governatore del Lazio Nicola Zingaretti, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli. “Sindaco Lucano, lei si è messo in moto per far rifiorire Riace. In tanti se ne erano andati dal suo comune, che stava vivendo un periodo d’abbandono. Come il presidente Zingaretti le ha già detto, ricordi che lei non è solo”.

Presente anche il consigliere del comune di Sutri Lillo Di Mauro, che ha avvicinato la figura di Lucano a quella di Pier Paolo Pasolini. “Sono legati dall’amore – ha spiegato Di Mauro -, ed entrambi hanno pagato per il loro impegno. Pasolini con il sacrificio della vita, Lucano con la libertà. Ha accolto e sostenuto l’integrazione, ma è stato indagato. Oggi sta combattendo una battaglia personale, che è anche la nostra. Non si arrenda – ha continuano Di Mauro rivolgendosi a Lucano -, perché lei è il nostro esempio per abbattere le barriere che ci dividono. Ci ha insegnato che dall’accoglienza si può trarre del beneficio, ma anche l’amore per l’umanità e la diversità”.

Dopo l’intervento di Nuccio Ordine (università della Calabria), i ringraziamenti di Domenico Lucano. “Grazie – ha esordito il sindaco di Riace -. Mi hanno conferito tante cittadinanze onorarie ma questa è stata cercata e voluta con insistenza, quasi a rimarcare un senso di libertà”. Lucano ha poi spiegato il modello Riace, ha parlato dell’inchiesta giudiziaria che lo vede coinvolto e del presente. Poi il conferimento della tripla cittadinanza onoraria da parte dei sindaci Vittorio Sgarbi (Sutri), Emanuele Rallo (Oriolo Romano) e Pietro Nocchi (Capranica, sostituito dalla vicesindaca Katia Taste).

Infine un videomessaggio di Alba Parietti, assente alla cerimonia. “Lucano – ha detto – ci ha insegnato l’umanità, la fratellanza, il rispetto e la partecipazione. Sono una tifosa di Lucano, a cui vanno riconosciuti i valori cristiani”.


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16 dicembre, 2018

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