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Viterbo - Comune - Opposizione contro il rincaro del 90% - Lettera di contestazione al sindaco inviata anche al prefetto

“Aumento tassa di soggiorno illegittimo, annullatelo”

Viterbo - Consiglio comunale - L'opposizione

Viterbo – Consiglio comunale – L’opposizione

Viterbo – Tassa di soggiorno aumentata del 90%, l’opposizione torna alla carica e chiede l’annullamento del rincaro, perché il procedimento adottato è ritenuto illegittimo.

Chiara Frontini (Viterbo 2020), Francesco Serra (Viterbo dei Cittadini), Lina Delle Monache (Impegno Comune), Alvaro Ricci (Pd), Giacomo Barelli (Viva Viterbo), Massimo Erbetti (Movimento 5 Stelle hanno scritto a presidente del consiglio, dirigente del settore e al sindaco, contestando il provvedimento. Ma anche al prefetto.

“Premesso che in data 27/12/2018 il consiglio comunale ha deciso di modificare il regolamento comunale per l’applicazione dell’imposta di soggiorno – riporta la lettera – estendendo la medesima anche alle attività di alloggio turistico/locazione breve. In tale sede, dopo ampio dibattito sulle finalità e le proposte di utilizzo dell’imposta, nulla lasciava presagire una decisione così imminente di aumento delle tariffe a partire dal primo gennaio 2019”.

Il consiglio comunale aveva demandato alle commissioni consiliari competenti, precisano dall’opposizione, approfondimenti in merito all’applicazione e quantificazione delle aliquote: “Così come, peraltro, previsto dalla deliberazione n. 131 del 1 Agosto 2014 dello stesso organo consiliare”.

Invece, è successo altro: “La giunta comunale – proseguono dalla minoranza – non tenendo conto di tutto ciò, con propria deliberazione n. 477 del 31/12/2018, provvedeva incomprensibilmente all’aumento dell’imposta di soggiorno di una media del 90%. Non sfuggirà che la tempestività del provvedimento è assolutamente incompatibile e irrazionale con la sua corretta applicazione: non si capirebbe infatti come le strutture turistiche possano applicare tali aumenti con decorrenza immediata. Deve considerarsi del tutto inadeguata la comunicazione alle strutture ricettive avvenuta con mail in data 31/12 ore 15”.

I gruppi d’opposizione non si fermano alle semplici modalità: “Irrispettose dell’organo consiliare, degli operatori turistici e soprattutto dei turisti”. Ma vanno oltre: “Tale atto è del tutto illegittimo e quindi nullo/annullabile, perché viziato nel suo iter procedurale, prescritto dalla delibera di consiglio comunale. n. 131/2014, che prevede il parere preventivo obbligatorio, seppur non vincolante, della commissione consiliare competente”.

Di conseguenza: “Si chiede, per quanto di competenza, di adottare le misure necessarie al fine di ristabilire la legittimità dell’atto, anche mediante l’annullamento dell’atto stesso in autotutela”.

La missiva è stata indirizzata pure al prefetto, cui i consiglieri di minoranza segnalano: “Il grave disagio che i sopracitati vizi dell’atto determinano nei confronti degli utenti e degli operatori turistici che, ad oggi, a fronte di una delibera di aumento tariffario palesemente viziata e dunque sub iudice, ingenera incertezze nell’applicazione della stessa”.

In conclusione, non si può non far rilevare gli altrettanto evidenti e gravi profili di irregolarità contabile che potrebbero scaturire dal protrarsi dell’illegittima applicazione della delibera di giunta 477/2018″.

4 gennaio, 2019

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