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Viterbo - La sovrintendenza li classifica di notevole interesse pubblico - L'assessore Ubertini (Urbanistica): "A rischio interventi già approvati dal consiglio comunale"

Dal Bullicame al Riello e alle Masse, 1600 ettari da vincolare

di Giuseppe Ferlicca

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Viterbo - In rosso l'area da sottoporre a vincolo, in verde quella esistente

Viterbo – In rosso l’area da sottoporre a vincolo, in verde quella esistente

Claudio Ubertini

Claudio Ubertini

Viterbo – Dal Bullicame al Riello, alle Masse di San Sisto, un’area grande 1600 ettari di “notevole interesse pubblico” che la Sovrintendenza intende vincolare. Ampliando una zona già perimetrata nel lontano 1985, nella valle dll’Urcionio.

La proposta da parte del ministero dei Beni culturali ha messo in allerta il settore Urbanistica del comune. Qualche perplessità, ieri mattina in commissione, l’assessore Claudio Ubertini l’ha esternata.

“Un’ampia fascia sottoposta a vincolo – osserva Ubertini – che potrebbe precludere una serie d’attività in essere, già approvate dal consiglio comunale”. La prossima settimana se ne discuterà, ma tra strutture termali e altro, la dichiarazione di notevole interesse pubblico potrebbe cambiare più di un piano. Presente o futuro. Il recupero delle ex Terme Inps, giusto per fare un esempio. In agenda da decenni.

Le ragioni che hanno portato alla redazione del documento sono chiare: “L’assoluta necessità di controllare e indirizzare le fasi di sviluppo della città – riporta la relazione della sovrintendenza- e favorire interventi di recupero ambientale e paesaggistico”.

Anche perché: “Negli ultimi anni – spiegano – il comune di Viterbo ha provveduto alla redazione di alcuni piani di sviluppo edilizio, in totale contrasto con le necessità della tutela archeologica e paesaggistica e di proposte di vaste lottizzazioni all’interno dell’area che s’intende tutelare, che minacciano di trasformare rapidamente e irrimediabilmente le zone individuate, fenomeno che causerebbe un irreversibile degrado di un territorio”.

Un vincolo è un vincolo e occorre farci i conti. “La proposta denominata Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto – spiegano dalla Sovrintendenza – interessa un’area cuneiforme di circa 1.600 ettari e va ad ampliare l’area già oggetto di dichiarazione di notevole interesse pubblico del 22 maggio 1985”. Un’ampia fetta di città: “Si estende dalla cinta muraria, in corrispondenza di porta Faul, a nord-est, fino quasi al confine con il comune di Vetralla a sud, includendo le sorgenti solforose delle Masse di San Sisto.

A ovest il limite è segnato dal raccordo Civitavecchia-Viterbo-Orte, statale675, nel tratto meridionale, dalla strada provinciale 15 e dalla strada Tuscanese nella parte settentrionale”. In mezzo, come spiegano i relatori, gli architetti Giuseppe Borzillo, Tiziana Farina, Gloria Galanti e la sovrintendente Margherita Eichberg, sussistono giacimenti culturali: “che comprendono preesistenze d’epoca arcaica e romana e strutture architettoniche a carattere rurale, che vanno dal tardo Medioevo ai primi del Novecento”. Sistema termale, viabilità antica, casali rurali rappresentano una ricchezza che la sovrintendenza vuole tutelare. In un’area dove esistono criticità.

In località Bussete: “L’aeroporto militare e la caserma dell’Esercito. Altro elemento che ha causato una profonda spaccatura nel territorio, è stata la costruzione della strada statale 675 Umbro-Laziale superstrada a due carreggiate, in questo tratto realizzata interamente sopraelevata su terrapieni e viadotti”.

Alla proposta di vincolo da parte della sovrintendenza è possibile presentare osservazioni, valutate le quali e dopo il parere della regione, i vincoli possono diventare operativi.

Giuseppe Ferlicca


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30 gennaio, 2019

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