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Viterbo - Rinnovo della cariche del Sodalizio - Interviene Camillo Camilli, guida della macchina di Santa Rosa

“Mecarini teniamocelo stretto…”

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Trasporto macchina di Santa Rosa - Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Trasporto macchina di Santa Rosa – Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini

Romolo Tredici

Romolo Tredici

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Massimo Mecarini e Sandro Rossi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi ultimi articoli giornalistici secondo me è stata fatta molta confusione e, quindi, vorrei contribuire a fare un po’ di chiarezza, visto che sono circa ormai trent’anni che faccio parte del Sodalizio e avendo anch’io ricoperto tutti i ruoli.

Vorrei, innanzitutto, svolgere una considerazione in favore del consiglio in carica Mecarini e Rossi e di cui faceva parte, all’epoca della sua ascesa nel 2007, anche Moneti, consiglio che ottenne una vittoria sofferta e raggiunta all’esito di numerosi confronti, anche serrati, con il gruppo precedentemente al potere, e che molto ha fatto di buono per il Sodalizio, tra le tante cose il fornire le divise, finalmente uguali per tutti, il completo rinnovo di ciuffi e spallette ma, molto più importante, con l’introduzione, reale, della meritocrazia nell’avanzamento della carriera del facchino.

Con le precedenti consigliature, infatti, come ricorderanno sicuramente i facchini meno giovani, furono fatte molte vittime, come forse ormai pochi ricorderanno. Io stesso ho fatto circa 14 anni di stanghetta posteriore ma gli esempi in questo senso sono molteplici.

La seconda riflessione vorrei spenderla in favore del capofacchino che, da una parte, ha rasentato la perfezione tecnica del ruolo, portando a termine trasporti impeccabili e, dall’altra parte, con il suo carisma unito alla sua semplicità e umiltà, ha saputo creare il giusto clima e affiatamento tra le fila, interfacciandosi il più possibile sia con i veterani che con i giovani, cosa quest’ultima prima impensabile, cercando di affiatare e di unire, non di dividere.

Un’ultima, e forse la più importante, considerazione la indirizzerei in favore del presidente, Massimo Mecarini (persona che mai prima di quel momento aveva ricoperto incarichi nel direttivo), con il quale è stato a mio avviso alzato considerevolmente il livello della figura del presidente, cosa che ha comportato la maggior importanza, visibilità e crescita del Sodalizio nella nostra comunità e non solo, tenuto conto dei traguardi raggiunti, primo fra tutti il riconoscimento Unesco del trasporto quale bene immateriale dell’umanità.

Tra le difficoltà maggiori, in effetti, vi è proprio quella di sostituire l’attuale presidente, dal momento che il ruolo richiede, al di là delle energie e del tempo necessari a far fronte ai numerosi impegni, notevoli qualità rappresentative oltre che organizzative, considerato che il Sodalizio ormai da tempo è interlocutore abituale delle istituzioni e di tutta la nostra comunità. Aggiungerei, una figura, quella di Mecarini, moderata, che ha sempre cercato (ed è sotto gli occhi di tutti) l’unità e l’armonia all’interno del Sodalizio prima di ogni altra cosa. Un consiglio, ai veterani oltre che ai più giovani: teniamocelo stretto.

Detto questo, in ricordo di quegli anni bui antecedenti l’ascesa di questo consiglio direttivo, tengo a precisare, come lui stesso ha sottolineato nei suoi articoli, che Romolo Tredici ha fatto parte di quei consigli direttivi (vanta “ben 12 anni di consigliere nel direttivo” come dal suo ultimo articolo, alcuni condivisi anche con Paolo Moneti) in cui la meritocrazia era, se non sconosciuta, sicuramente tra gli ultimi fattori ad essere considerato nell’avanzamento della carriera del facchino. Ci sono stati facchini, aventi diritto di anzianità e di prova, che si sono visti negare l’avanzamento sotto la macchina per un singolo centimetro, in più o in meno, a favore di chi era “persona gradita” al consiglio direttivo del tempo.

Come fa oggi il candidato Romolo Tredici a presentarsi come il nuovo, a dichiarare che occorre tornare a dare maggior peso alla meritocrazia. Come fa Romolo Tredici a presentarsi al posto di un consiglio che come primo punto ha reintrodotto proprio quella meritocrazia di cui lui tanto parla? Se questo è “il nuovo”, torneremmo indietro di vent’anni; quindi secondo me o cambia argomento o cambia coalizione.

Queste mie brevi considerazioni sono rivolte, oltre che ai giovani, soprattutto ai facchini che come me hanno vissuto più di venti anni di trasporto, affinché non dimentichino il clima e l’atmosfera che si respiravano allora.

Per concludere, non definirei un errore l’aver dato la possibilità a molti giovani (a “troppi”, secondo l’opinione del candidato Romolo Tredici) di indossare la divisa e di entrare in questa grande famiglia perché, ricordo la cosa forse più importante, la macchina e prima ancora la nostra amata santa, sono soprattutto, oltre che dell’Unesco e dell’umanità, patrimonio di tutti i viterbesi.

Vorrei ricordare quindi al candidato Tredici, ottimo/buon facchino e persona irreprensibile, che non basta cambiare il look per rappresentare il nuovo.

Camillo Camilli
Guida della Macchina di Santa Rosa


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25 gennaio, 2019

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