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Viterbo - Comune - Il decreto sicurezza tiene banco - Salcini (Lega) si concentra sulla sala d'attesa alla stazione - Ci dorme chi non ha un tetto - Il sindaco Arena si riscopre leghista: "Bisogna intervenire"

“A Porta Romana bivaccano senza fissa dimora ubriachi e drogati”

Viterbo - Ludovica Salcini

Viterbo – Ludovica Salcini

Giovanni Arena

Giovanni Arena

Viterbo – (g.f.) – “Sala d’aspetto a Porta Romana la notte occupata da senza fissa dimora ubriachi e drogati”. Il decreto sicurezza tiene banco e Ludovica Salvini, capogruppo Lega, in consiglio comunale fa uno stop alla stazione ferroviaria frequentata da molti pendolari diretti a Roma.

Prima d’arrivare però, c’è qualche fermata intermedia: “Gli ultimi episodi di cronaca a Viterbo – ricorda Salcini in consiglio comunale – riguardano in larga parte extracomunitari, immigrati”. Ce n’è per chiamare in causa il sindaco Giovanni Arena.

“Di un partito che a livello governativo è all’opposizione, ma nel capoluogo governa con la Lega e noi vogliamo dare una risposta al tema della sicurezza in città. Esistono vie che diventano inaccessibili, punti di ritrovo di cittadini extracomunitari”.

Fino al “caso” Porta Romana: “Alla stazione ci sono persone senza fissa dimora – spiega Salcini – che si ritrovano in stato d’ebbrezza e sotto l’uso di sostanze stupefacenti. Bivaccano nell’unica sala d’aspetto dove è presente la biglietteria elettronica. Creano disagio, passano lì la notte. La mattina presto per i viaggiatori è un problema”.

A Martina Minchella (Pd) viene un dubbio: “Attenzione ad affermare che siano persone che fanno uso di sostanze stupefacenti senza averlo accertato”. Fonti verificate, così sostiene Salcini: “Me lo hanno detto agenti della Polfer”.

Il primo cittadino non sembra intenzionato a dormirci sopra e pure a non lasciare dormire in sala d’aspetto le persone che la occupano. “Ritengo sia giusto intervenire – spiega Arena – in una situazione d’abbandono, sentiremo le Ferrovie, pensando a quello che potrebbe accadere”. Sicurezza. Reale o percepita. L’argomento tiene banco e dal suo, il primo cittadino abbraccia le tesi leghiste.

“Per quanto riguarda il decreto – spiega Arena – per tutto quello che prevede, essendo legge dello stato, ad esso mi attengo”. Seppure con un distinguo: “Coloro che fuggono da guerre o da situazioni diverse, come dice il leader della Lega, sono miei fratelli. Appoggio in pieno questa espressione.

È giusto che un paese civile, se ancora così possiamo chiamarci, se ne faccia carico. Quindi è necessario mettere in atto quanto possibile per quelli che sostano in città”.

Qualcosa il primo cittadino in campo l’ha messa. O meglio, in strada. Il progetto che coinvolge migranti in piccole pulizie della città.

“Molte di queste persone vogliono ringraziare la città che li sta ospitando – spiega Arena – la nostra iniziativa è un’alternativa al vederli bighellonare tutto il giorno, invece si possono rendere utili, con un’ora di volontariato, in piccoli lavoretti. Su questo vado avanti”.

Chissà se dalle parti della Lega tutti apprezzano l’iniziativa. Fratelli d’Italia di certo no.

In consiglio comunale, l’unica voce contro sul decreto sicurezza Salvini è quella di Giacomo Barelli (Viva Viterbo). Dubbi sulla costituzionalità e pure su come si possa conciliare con l’impiego di migranti a Viterbo per pulire le strade. Poi, qualche perplessità anche per la posizione di Arena.

“La storia politica e personale del sindaco – fa notare Barelli – non si sposa con una tesi che nega la protezione umanitaria. Chi si oppone al provvedimento lo fa in modo avveduto, una posizione che io sposo in pieno. Perché il decreto non porterà più sicurezza, semmai il contrario”.


Decreto sicurezza – L’interrogazione della Lega

Alla luce degli ultimi episodi di cronaca che si sono succeduti dal 31 dicembre ad oggi nella nostra città e che appaiono quotidianamente sulle pagine locali, dove il più delle volte vedono parte attiva extracomunitari e stranieri,Sig. Sindaco vorrei chiedere un suo parere in merito al Decreto Sicurezza.

Nonostante Sindaco, Lei faccia parte di un partito che al Governo si trova all’opposizione, a Viterbo rappresenta il Sindaco di un’ampia maggioranza ed è stato eletto anche con in voti della Lega, primo partito a livello nazionale e locale, quindi riteniamo che Lei debba dare una risposta ai cittadini in termini di sicurezza, sicurezza a cui ha dimostrato di tenere in modo particolare, riconoscendo un posto in giunta ad un apposito assessorato e in considerazione del fatto che Viterbo risulta inaccessibile in alcune vie del Centro che sono diventate da tempo luogo di ritrovo e di alloggio di extracomunitari.

Sempre in merito alla sicurezza nella nostra città, vorrei portare alla sua attenzione ed a quella di tutto il Consiglio, la pericolosa situazione che si sta verificando alla stazione di Porta Romana.

Da mesi, infatti, l’unica sala d’aspetto presente che funge anche da sala in cui è presente la biglietteria automatica, è costantemente occupata dalle 19 di sera alle 7 di mattina da persone senza fissa dimora, che spesso ci riferiscono essere in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che lì bivaccano e dormono impedendo, talvolta, l’uso della stessa biglietteria automatica o la possibilità di sostare nella sala d’attesa ai pendolari viterbesi, con i disagi che è logico comprendere.

Non solo ma, spesso, tra gli stessi si verificano alterchi e litigi ( l’ultimo dell’altro ieri ), che rischiano di sfociare in situazioni pericolose non solo per i pendolari ma anche per gli avventori del vicino Bar della Stazione i cui gestori si sono più volte resi disponibili a collaborare per risolvere il problema.

Precisato che la struttura è delle ferrovie dello stato, al fine di prevenire situazioni di grave pericolo, come gruppo della Lega impegniamo pertanto Lei Sindaco a scrivere alle Ferrovie dello stato ed aprire un tavolo di confronto con RFI e con le forze dell’ordine per riportare la situazione alla normalità: non è infatti sostenibile che nella nostra città i locali della Stazione vengano trasformati in dormitorio o , peggio, in zona franca da persone che, andrebbero aiutate e controllate in modo diverso e più appropriato alla propria condizione.

Gruppo consiliare comune di Viterbo Lega Salvini Lazio

13 gennaio, 2019

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