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Viterbo - Santa Rosa - Paolo Moneti, candidato alla presidenza contro Massimo Mecarini, racconta il suo Sodalizio - Si vota il 26 gennaio

“Un corpo unico di persone affiatate che fanno un’opera unica”

di Paola Pierdomenico
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Paolo Moneti

Paolo Moneti

Viterbo – “Un corpo unico di persone affiatate che fanno un’opera unica”. E’ così che Paolo Moneti immagina il Sodalizio dei Facchini. Candidato alla presidenza contro l’attuale Massimo Mecarini si prepara alla sfida fissata per il 26 gennaio.

Due le cordate a confronto: da una parte, la coppia collaudata formata da Mecarini, presidente uscente e Rossi, capofacchino anche lui uscente e dall’altra gli sfidanti Moneti per la presidenza e Romolo Tredici, che si presenta per guidare la macchina di santa Rosa. 

Moneti, 55 anni, è facchino da 35 e ciuffo da 25. Ora dà la sua ricetta per riportare quell’affiatamento all’interno del gruppo che, per lui, in questi tre anni, è venuto a mancare.

Perché si è candidato?
“Mi sono candidato – dice Moneti – semplicemente perché ne ho diritto come tanti altri e perché credo che ho la possibilità di migliorare un po’ questo Sodalizio, nonostante in questi ultimi anni sia già stato molto migliorato. Nell’ultimo triennio, però, ci sono state delle cose che non ho condiviso e penso di sapere come rimettere a posto alcune situazioni che purtroppo non vanno bene. E’ da 35 anni che sono facchino e più della metà di questi anni li ho passati all’interno del direttivo. Credo quindi di avere un’esperienza tale da permettermi di ricoprire questa carica.

Il gruppo dirigente, al comando da 12 anni, nell’ultimo periodo si è spaccato per diversità di opinioni, di idee e di gestione. Questo poi ha dato vita alle due cordate che si stanno presentando.

Per una serie di motivi, e senza incolpare nessuno, c’è un’aria molto tesa che non ho mai vissuto in 35 anni. Sarà dovuta a diversità di vedute che si sono create. Però, al di là della prova di portata, che fa la selezione, la cosa più importante è l’affiatamento tra i facchini. La sera del 3 contribuisce sicuramente a rasserenare gli animi, ma questo clima deve esserci sempre e io vorrei provare a fare questo”.

Critica la troppa esposizione mediatica, in che senso?
“Il Sodalizio nasce nel ’78 per portare la macchina, perché noi facchini sappiamo fare questo. Certo, sono importanti anche le cene in piazza di beneficenza e per autofinanziamento e sono io il primo a sostenerle visto che sono anche tra i fautori. Ci sono poi appuntamenti nei quali non puoi evitare di mettere la divisa, come quelli un po’ tristi dei picchetti quando muore qualche facchino che è in formazione. Quando sono entrato io, però, Celestini e i vecchi facchini mi hanno insegnato che la divisa si mette solo il 2 e il 3 settembre per l’uscita del cuore, del corpo e per il trasporto della macchina. Questo è quello che mi hanno detto e che vorrei ritornasse, perché non siamo né assessori né ministri del turismo, noi dobbiamo portare la macchina”.

E’ in sfida contro Massimo Mecarini.
“Massimo Mecarini è una persona di spessore che ha dato tanto e tanto ha fatto per il Sodalizio, tra le altre cose siamo anche cugini carnali. Ci siamo allontanati solo per la diversità di opinioni in questi ultimi tre anni. Negli ultimi 12 anni, in cui eravamo nel consiglio insieme abbiamo fatto tanti passi in avanti. Cose belle portate avanti da questi due gruppi che ora sono si contendono. Massimo è una persona seria che però per me ha commesso sbagli di valutazione nell’ultimo periodo”.

Romolo Tredici si candida alla guida della macchina.
“Lui è una persona altrettanto seria e da oltre trent’anni è sotto la macchina. Il carisma ce l’hanno tutti o comunque si crea. Io ho cambiato sei capofacchini e di nessuno di loro posso dire qualcosa. Come non posso dire nulla su Sandro Rossi, ci divide solo una diversità di vedute”.

Come sarà quindi il suo Sodalizio?
“Un corpo unico di persone affiatate che fanno un’opera unica al mondo. Un trasporto che per noi viterbesi è normale, ma che agli occhi di chi viene da fuori è un’impresa che si fa non solo con la forza, ma soprattutto con l’affiatamento e la fede”.

E’ pronto per la sfida?
“Sono positivo. Faccio un in bocca al lupo a tutti e – conclude ridendo – chi prende più voti vince. La cosa più democratica sono proprio le elezioni “.

Paola Pierdomenico


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22 gennaio, 2019

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