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Viterbo - Mafia - Consiglio comunale aperto - Ferma condanna del sindaco Giovanni Arena in apertura di seduta

“Comune parte civile contro questi vigliacchi inqualificabili”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Mafia - Consiglio comunale aperto

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Viterbo - Mafia - Consiglio comunale aperto

Viterbo – Mafia – Consiglio comunale aperto

Viterbo – “Il comune potrà costituirsi parte civile verso questi vigliacchi inqualificabili”. È il giorno del consiglio comunale aperto e il sindaco Giovanni Arena, dopo i 13 arresti per associazione di stampo mafioso, pronuncia parole chiare in apertura di seduta.

Fugando ogni dubbio, pure su quella che era apparsa una sottovalutazione del fenomeno, quando aveva parlato di “quattro delinquentelli”.

Oggi precisa e rincara. “Non sono delinquentelli – precisa Arena – ma delinquenti, che usano sistemi mafiosi. L’altra volta mi sono espresso in quei termini per rispetto verso gli inquirenti”.

In sala c’è il prefetto Giovanni Bruno, al banco della giunta, ma anche associazioni di categoria, carabinieri e cittadini.

“Oggi siamo qui tutti insieme – prosegue Arena – per condannare il malaffare che qualcuno ha provato a esercitare nella nostra città”.

Quindi una serie di no. “Intanto, no a chi con imposizione, arroganza e prepotenza vuole farsi avanti, no a silenzio e omertà, no a modelli negativi che possono incidere sulle nuove generazioni”.

Il ringraziamento, doveroso, alle forze dell’ordine. “Ai carabinieri e agli uomini della Dda – prosegue Arena – per avere sgominato in modo decisivo un insieme delinquenziale. Grazie a nome di tutta la città”.

Luisa Ciambella (Pd) è stata la prima firmataria della richiesta di consiglio comunale aperto. Apre lei gli interventi. “La nostra vita – ricorda Ciambella – dal 25 gennaio è cambiata, abbiamo cominciato a parlare di 416 bis, associazione di tipo mafioso.

Siamo qui per dire no a ogni tipo di mafia, non solo a parole, ma testimoniandolo ogni giorno”.

Prima che il dibattito politico si apra, a parlare sono i rappresentanti delle associazioni di categoria, Stefano Signori (Coldiretti), Giuseppe Crea (Federlazio), Giancarlo Bandini (Confimprese) sono i primi. Poi tutti gli altri, i sindacati, con Palumbo (Uil) a nome anche delle altre sigle.

Un no forte alla mafia da dentro il palazzo poi esce fuori. Alle 18,30 la fiaccolata da piazza della Rocca.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Andrea Micci (Lega): “Bisogna sapere distinguere le vittime dai carnefici” –  Alfonso Antoniozzi (Viterbo 2020): “L’assessore Ubertini dovrebbe dimettersi” 


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15 febbraio, 2019

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