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Viterbo - Giacomo Barelli replica all'assessore Ubertini: "Grave minacciare querele"

“Continueremo a occuparci della vicenda, deve essere fatta luce”

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Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Minacciare querele al consiglio e a consiglieri comunali è un fatto grave, legittimo ma grave, soprattutto se si parla di mafia.

Mi sarei aspettato tuttavia che l’assessore Ubertini e magari anche il sindaco una querela invece l’avessero presentata, qualora ce ne fossero i requisiti, contro coloro operanti e/o indagati che gli attribuiscono i fatti e i comportamenti che abbiamo letto dagli atti pubblicati sui giornali in questi giorni e che loro anche a mezzo stampa hanno correttamente detto non corrispondere al vero.

Ma ciò almeno stando alle dichiarazioni fino ad oggi non è ancora avvenuto.

Si è preferito invece dichiarare la propria volontà, anche questa legittima, di non dimettersi appellandosi a una fiducia del sindaco che credo leggeremo nelle prossime ore non essendovene traccia nella dichiarazioni rilasciate fino a oggi da Arena, attaccare chi in consiglio comunale ha espresso la sua opinione politica sui fatti più gravi che la città di Viterbo ricordi negli ultimi anni e che chiamano in causa anche la politica, non tutta per la verità.

Ebbene in attesa di ricevere l’annunciata querela dalla quale nella eventualità sarà un onore difendersi per aver citato tr a gli altri Borsellino o Pignatone ed aver chiesto che anche la politica “faccia pulizia al suo interno” e in attesa di una dichiarazione da parte del presidente del Consiglio a tutela della libertà di parola dei consiglieri comunali, che probabilmente non arriverà da chi voleva togliere la parola al consigliere Antonozzi nell’ultimo consiglio, una riflessione si impone.

Che l’assessore Ubertini non veda un riflesso politico nel fatto che presunti associati per delinquere di stampo mafioso si occupino delle elezioni comunali di Viterbo e che si facciano espressamente nomi e cognomi di politici coinvolti nella competizione elettorale e non di altri, è una sua opinione che tuttavia non condividiamo, così come non ci sembra una questione tra maggioranza o opposizione passate o recenti ma semplicemente di chi è citato negli atti dell’inchiesta e di chi no e della valutazione, politica si badi bene non giuridica, di quei fatti.

Una valutazione che la politica, spesso distratta, deve fare e personalmente continuerò a fare senza alcun timore e senza ricorrere a quel linguaggio criptico, per non dire altro, del “chi vuol capire capisca” usato da Ubertini al quale invece dico stiamo cercando tutti di capire, vogliamo capire e dobbiamo capire come politici e come cittadini quello che è successo per il bene di Viterbo.

Pertanto aspettando lo svolgimento delle indagini e poi di eventuali processi, compito della magistratura, in maniera chiara trasparente e senza reticenze continueremo in tutte le sedi istituzionali, primo fra tutti il consiglio comunale e attraverso tutti gli strumenti democratici e di controllo che la legge ci attribuisce come rappresentanti del cittadini non solo ad occuparci della vicenda ma a richiedere che sulla stessa venga fatta piena luce senza esitazioni senza equivoci e soprattutto senza timori.

In sintesi caro assessore Ubertini non rimarremo in silenzio come qualcuno forse vorrebbe, perché come diceva Peppino Impastato a cui le ricordo la precedente amministrazione ha dedicato anche un parco a Viterbo” la mafia uccide il silenzio pure”.

Giacomo Barelli
Capo gruppo Viva Viterbo


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17 febbraio, 2019

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