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Viterbo - In tanti si sono dati appuntamento questa mattina al Riello per protestare sui prezzi troppo bassi

I pastori della Tuscia scendono in piazza e versano il latte

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Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo – La protesta dei pastori sul prezzo del latte

Viterbo - La protesta dei pastori

Viterbo – La protesta dei pastori

Viterbo - La protesta dei pastori

Viterbo – La protesta dei pastori

Viterbo - La protesta dei pastori

Viterbo – La protesta dei pastori

Viterbo – Anche i pastori della Tuscia protestano per il prezzo del latte troppo basso e versano il latte in strada.

Si sono dati appuntamento questa mattina al Riello per far sentire anche la loro voce. Sono ormai settimane che si succedono manifestazioni in tutta Italia per denunciare una problematica che per i pastori è arrivata “al limite”.

Le proteste erano iniziate in Sardegna, con litri di latte versato in strada. E anche a Viterbo i pastori hanno fatto lo stesso.


Multimedia: Fotocronaca – I pastori della Tuscia protestano – I pastori versano il latte in strada


Quello che vogliono ottenere è il pagamento di almeno 1 euro al litro di latte.

Nei giorni scorsi un tavolo nazionale, tra governo, pastori e associazioni di settore, era stato convocato al Viminale. Trattativa però tutta in salita. I lavori sono stati sospesi per essere di nuovo convocati questa mattina in Sardegna, in concomitanza della visita del ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio. In Sardegna domenica mattina dovrebbe arrivare anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Sulla trattativa a Roma le parti sono amareggiate. La proposta si è fermata al compromesso di 70 centesimi al litro. Troppo poco. Per i pastori trovare una mediazione sul prezzo che soddisfi le aspettative degli allevatori è necessaria, ma non a settanta centesimi.

Sarebbe poi stata avanzata un’altra proposta. Il governo ha pensato di mettere a disposizione 44 milioni di euro per il ritiro di 67 mila quintali di forme di formaggio in eccedenza sul mercato. Secondo questa possibilità il Viminale dovrebbe mettere a disposizione 14 milioni di euro, il Mipaaft (ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo) 10 milioni, la regione Sardegna altri 10 e i restanti 10 il banco di Sardegna.

L’aumento del prezzo del latte ovino proposto rimarrebbe di 70 centesimi al litro, con l’auspicio che con il ritiro delle forme di pecorino in eccedenza entro tre, quattro mesi il listino si alzi a un euro.

Un risultato però con questa soluzione non sarebbe immediato, ci potrebbe volere qualche mese.

Un malcontento che anche la Tuscia vive e per questo sono tutti scesi in piazza. 


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16 febbraio, 2019

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