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Lettere al direttore - Manifestazione antimafia - Il senatore leghista Umberto Fusco tenta di giustificarsi: "La mia assenza è stata esclusivamente dovuta ad impegni istituzionali precedentemente presi"

“Mi scuso per non essere stato presente…”

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Umberto Fusco

Umberto Fusco

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendo dal vostro giornale dello scalpore generato dalla mia assenza alla fiaccolata di ieri contro le mafie.

Ritengo, per prima cosa, doveroso scusarmi.

Ritengo, però, altrettanto doveroso precisare che la mia assenza è stata esclusivamente dovuta ad impegni istituzionali, precedentemente presi, che mi hanno visto impegnato nel reatino con il presidente della provincia di Rieti, comune del collegio in cui sono stato eletto, insieme ad altri esponenti del centrodestra.

Colgo l’occasione per ringraziare chi si è speso nell’organizzazione di questo importante momento che ha riunito gran parte della società civile in favore della legalità e contro ogni forma di mafia o malaffare.

La grande affluenza di cittadini, associazioni di categoria, sindacati, forze di polizia, studenti e istituzioni sono convinto che abbiano colmato pienamente la mia assenza. 

Per concludere, non posso non sottolineare, che mi sarei aspettato maggiore attenzione nei confronti dei presenti e del loro impegno a sostegno di questa importante iniziativa piuttosto che alla mia mancata partecipazione, che ripeto essere dovuta esclusivamente ad impegni istituzionali precedentemente presi.

Umberto Fusco


Ovviamente non oso contraddire il suo intervento che arriva dall’alto della sua grande esperienza politica e dal fatto che occupa uno scranno che in altri tempi fu di Benedetto Croce. Altri tempi, appunto.

Ma, senatore, mi lasci fare un par di considerazioni. 

In politica ci sono momenti e luoghi che non si possono disertare. Ieri sera era una situazione di questo tipo. Chi c’era, c’era. Chi non c’era dava un segnale. Non le sto a fare una noiosa lezione sulla semiologia dell’assenza.

Ognuno e libero di fare le sue scelte. Lei ha scelto di andare a una fondamentale, non rinviabile e non meglio precisata riunione con le istituzioni reatine.

Può essere che la sua scelta sia persino, di questi tempi, applaudita dai suoi elettori.

Ma insomma, l’assenza di un senatore viterbese a una manifestazione contro la mafia viterbese non poteva non essere sottolineata. E mi appare veramente incredibile che lei se ne stupisca.

Ma è lei il politico eminente.

Il suo intervento, a mio modo di vedere, sembra essere un rattoppo peggiore dello sbrégo. Non ha neppure il carattere della feroce originalità di un Giulio Andreotti. Che alla domanda di Giampaolo Pansa sul perché non fosse stato al funerale del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa rispose con macabra ironia: “Preferisco andare ai battesimi”. 

Per chiudere. Parlar di mafia è una cosa seria e la sua pseudo argomentazione non mi appare una cosa seria.

Ma lei è un senatore della repubblica, e chi scrive un misero artigiano della scrittura. Per giunta di provincia.

Dimenticavo: in futuro eviti le lezioncine di giornalismo. Sulla bocca di un politico, non so perché, suonano sempre male. 

Carlo Galeotti


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16 febbraio, 2019

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