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Viterbo - Il presidente provinciale del comitato 10 febbraio Maurizio Federici durante la presentazione della Giornata del ricordo

“Chi nega le foibe verrà denunciato”

di Daniele Camilli

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Viterbo - La presentazione del Giorno del ricordo

Viterbo – La presentazione del Giorno del ricordo

Viterbo - Maurizio Federici

Viterbo – Maurizio Federici

Giorno del ricordo - La manifestazione in commemorazione della foibe

Giorno del ricordo – La manifestazione in commemorazione della foibe

Viterbo - Silvano Olmi

Viterbo – Silvano Olmi

Viterbo - Marco De Carolis

Viterbo – Marco De Carolis

Viterbo - Fabio Valentini

Viterbo – Fabio Valentini

Viterbo - Giovanni Arena

Viterbo – Giovanni Arena

Viterbo – “Chi negherà oppure offenderà la realtà e la memoria delle foibe e delle vittime verrà denunciato”. Maurizio Federici è categorico. E’ il presidente provinciale del comitato 10 febbraio che ogni anno promuove a Viterbo il corteo che parte da piazza del Teatro e arriva a valle Faul in ricordo degli italiani uccisi dall’esercito jugoslavo di Tito tra il 1943 e il secondo dopoguerra. “Non vogliamo fare polemica con nessuno – ha detto Federici -, ma quando si arriva a negare o scrivere su un muro ‘più foibe’ allora la misura è colma. E’ ora di finirla. Non ci sono morti di serie A e morti di serie B”.

L’occasione è stata la conferenza stampa di presentazione delle iniziative che si terranno nella città dei papi il 10 febbraio, Giorno del ricordo. Oltre 18 mila italiani uccisi. Perché fascisti o considerati tali. Perché italiani, considerati dagli slavi di Tito né più né meno che occupanti da estirpare.

In sala, assieme a Federici, anche il sindaco Giovanni Arena, l’assessore alla cultura Marco De Carolis, il segretario del comitato 10 febbraio Silvano Olmi e il consigliere provinciale Fabio Valentini.

Individuato, grazie alle ricerche d’archivio, anche il nome di un altro infoibato della Tuscia. “Un ulteriore caduto – precisa Olmi -. Si chiamava Fulvio Pulcinelli, faceva il poliziotto ed era di Fabrica di Roma. Venne fucilato dietro il cimitero di Spalato tra il 19 e il 24 settembre 1943. Lo segnaleremo anche al sindaco di Fabrica. Così come, in tutti questi anni, abbiamo segnalato i nomi delle vittime ai familiari affinché ottenessero una medaglia commemorativa”.

Un programma ricco di iniziative. Si parte il 5 febbraio, domani, alle 20,30, al cinema Trento, con la proiezione del film “Red land”. L’8 febbraio a Vetralla ci sarà invece l’incontro con gli alunni della scuola media Andrea Scriattoli, ore 10 e ore 11. Alle 16.30, sempre a Vetralla, la deposizione di una corona di fiori in via martiri delle foibe, in ricordo degli italiani infoibati e in particolare modo del carabiniere vetrallese Luciano Lupattelli. Nome venuto alla luce grazie alle ricerche della docente Teresa Sestito Cascitti. Seguirà, alle 17, nella sala del consiglio comunale, un dibattito sul tema “L’esodo istriano, fiumano e dalmata, 1943-1947”.

“Molti degli esuli – ha ricordato Olmi – vennero nella Tuscia. Così come a Viterbo c’è un intero quartiere, l’Ellera, che ricorda quelle terre, un tempo italiane”.

Domenica 10 febbraio sarà la volta del corteo in ricordo delle vittime delle foibe. Il Giorno del ricordo. Da piazza del Teatro, con partenza alle 10.30, a Valle Faul. Con la deposizione di una corona al monumento in piazza martiri delle foibe istriane. Dove sta anche il monumento a Carlo Celestini. Sergente dell’esercito ucciso a Dyakovo il 28 aprile 1945. Il 10 verranno esposte solo bandiere tricolori e i labari delle associazioni combattentistiche. Con il patrocinio di comune e provincia.

“Viterbo è l’unica città in Italia dove si fa un corteo in occasione della commemorazione della giornata delle foibe – ha detto l’assessore De Carolis – Viterbo viene portata ad esempio. Continueremo nei prossimi anni a sostenere la Giornata del ricordo”. Un corteo che ha preso il via con le amministrazioni di centro destra, proseguito con il sindaco di centrosinistra Leonardo Michelini e confermato anche dalla nuova giunta, sempre di centro destra.

Le persone infoibate nate nella Tuscia sono in tutto quindici. Cinque della guardia di finanza, 5 dell’arma dei carabinieri, 3 della polizia di stato, un impiegato della prefettura e un sergente dell’esercito. Tre erano di Viterbo. 

Infine, un’altra iniziativa, decisa sempre dal comitato 10 febbraio. “Una rosa per Norma – ha concluso Federici – in memoria di Norma Cossetto, studentessa italiana di un paese vicino a Visignano in Istria, violentata e uccisa da partigiani jugoslavi nel 1943. Tra il 4 e il 5 ottobre. Sarà questa la data in cui ricorderemo il suo sacrificio. Un’iniziativa a livello nazionale”.

Sempre il 10 febbraio, questa volta a Vasanello, omaggio al monumento che ricorda l’uccisione del vice brigadiere di pubblica sicurezza Vincenzo Quadracci. Infoibato il 25 maggio 1945 a Equile Lipizzano.

Il 23 febbraio, a Bassano in Teverina, verrà invece inaugurato un monumento in ricordo del finanziere Giovanni Ricci deceduto nel campo di concentramento di Bar in Serbia il 26 luglio 1946. Venne investito da una frana in una galleria della miniera di rame dove era stato costretto a lavorare.

Daniele Camilli


Elenco dei viterbesi infoibati, fucilati o deceduti nei campi di concentramento jugoslavi

Finimaldo Angeletti, Nepi, 8 maggio 1913 – Plevia, 19 novembre 1944. Sotto Brigadiere della guardia di finanza.

Augusto Bacchi, Acquapendente, 20 aprile 1920 – Gulag di Borovnica, 26 giugno 1945. Guardia di finanza.

Otello Bigerna, Acquapendente, 5 ottobre 1887 – San Pietro di Gorizia, 13 settembre 1943. Civile, impiegato della prefettura.

Francesco Brocchi (detto Franco), Civita Castellana, 23 settembre 1915 – Polo, in data imprecisata del 1945. Brigadiere dei carabinieri.

Ennio Carosi, Carbognano, 15 febbraio 1912 – Gorizia, 7 maggio 1945. Vice brigadiere dei carabinieri.

Carlo Celestini, Viterbo, 6 marzo 1922 – Dyakovo, 28 aprile 1945. Sergente dell’esercito.

Pierino Corinti, Castiglione in Teverina, 4 gennaio 1911 – Canebola di Faedis (Udine), 26 aprile 1945. Guardia di finanza.

Luciano Lupattelli, Vetralla, 24 maggio 1906 – Foiba di Aquilina, frazione di Muggia, 24 aprile 1944. Carabiniere.

Giulio Mancini, Civitella d’Agliano, 19 settembre 1922 – Gorizia, 24 giugno 1945. Carabiniere ausiliario.

Cesare Merlani, Viterbo, 21 febbraio 1909 – Gulag di San Vito di Lubiana (Borovnica), luglio 1945. Guardia di finanza.

Fabio Pulcinelli, Fabrica di Roma, 11 marzo 1923 – Spalato, settembre 1943. Guardia di pubblica sicurezza.

Vincenzo Quadracci, Vasanello, 22 maggio 1894 – Equile Lipizzano, 25 maggio 1945. Vice brigadiere di pubblica sicurezza.

Giovanni Ricci, Bassano in Teverina, 18 febbraio 1915 – Campo di concentramento di Bar (Serbia), 26 luglio 1946. Guardia di finanza.

Fabio Tamantini, Viterbo, 25 dicembre 1907 – Grobnico, 14 giugno 1945. Guardia scelta di pubblica sicurezza.

Giovanni Tiburzi, celere, 24 agosto 1916 – Fiume, maggio 1945. Vice brigadiere dei carabinieri.

 


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4 febbraio, 2019

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