Viterbo – Rifiuti, la Tari aumenta di circa il 7,40%. Costo stimato del servizio, circa 12 milioni di euro per il 2019. Questo, in soldoni, il piano economico finanziario (pef) del comune per la nettezza urbana.
Il documento più importante fra quelli in allegato al bilancio e che ieri, al termine di una seduta fiume e non priva di sorprese, il consiglio comunale ha dato il via libera.
All’unanimità, ma solo con 18 voti della maggioranza. Per l’opposizione il piano rifiuti sarebbe da portare in discarica. Per questo, non hanno partecipato al voto.
Non si sono fermati a dire no. Sono usciti.
“Non partecipiamo alla votazione – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) – perché siamo contrari non solo alla procedura, ma pure a come è stato costruito e ai costi inseriti”.
Sulla stessa linea il Pd. “Si è persa un’occasione – osserva Alvaro Ricci – questa procedura si poteva fermare, non sarebbe successo niente, c’era la disponibilità a migliorare le linee guida e procedere alla pubblicazione. La maggioranza l’ha vista in modo diverso”. Di conseguenza, tutti fuori.
“Quando non si concorda su un punto – spiega Giacomo Barelli (Viva Viterbo) – si vota no, ma qui si tratta di regole che secondo noi non sono state rispettate e per questo non vogliamo esserne partecipi”.
Diverso il punto di vista da parte di Giulio Marini (FI). Forse perché diverso è anche il posto dove siede, in maggioranza. “La precedente amministrazione – ricorda Marini – ha affidato la redazione di uno studio per predisporre il nuovo appalto a una società blasonata, ma il risultato non è stato all’altezza e siamo dovuti tornare indietro.
Purtroppo, però, i soldi per quello studio sono stati spesi e abbiamo dovuto far fronte alla situazione, modellando al meglio quanto fatto in passato”.
La minoranza resta sulle proprie posizioni, procedura discutibile e ha inviato tutti tutti i documenti a Corte dei conti e Anac.
“Nel precedente Pef – ricorda Alvaro Ricci (Pd) – l’amministrazione Michelini aveva riconosciuto ulteriori 900mila euro per servizi aggiuntivi e migliorativi. Ma non si trattava di un automatismo, si sarebbe esaurito alla scadenza del contratto. Invece, il centrodestra ha ripreso servizi e costi aggiungendoli nell’appalto ponte. Non era un automatismo”.
Al momento, a Viterbo Ambiente è stata concessa una proroga, in attesa del bando ponte, prima di varare quello definitivo. “La tempistica è sbagliata – sostiene Ricci – hanno considerato sette mesi di proroga per il vecchio contratto e cinque mesi di appalto ponte. A conti fatti non sarà così. L’appalto ponte non partirà prima della fine dell’anno”.
Dai banchi dell’opposizione hanno fatto le pulci al pef. “Ci sono 120mila euro l’anno – dice Frontini – per la comunicazione, io non so che tipo di comunicazione sia stata fatta”. Il sindaco Arena precisa: “Non si tratta solo di manifesti, comprende call center e posti di lavoro”.
Barelli se la prende con le linee guida: “Che ha deciso come cosa fare e come – si domanda Barelli – è stato detto che le linee precedenti non erano applicabili. Invece le vostre non ci sono”. Per il momento finisce qui, ma è il primo capitolo. Prossima tappa, il bilancio.
Giuseppe Ferlicca
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