Viterbo – (g.f.) – Viterbo come Roma. In 48 ore, sarà possibile analizzare con precisione sostanze stupefacenti sequestrate in operazioni di polizia. Grazie a un protocollo sottoscritto da Procura della Repubblica e Università degli studi della Tuscia.
Un notevole passo in avanti, non solo per accertare con esattezza il tipo di droga, qualità e quantità. “Sarà di grande importanza – spiega il procuratore della repubblica Paolo Auriemma all’Unitus – per capire con esattezza cosa è stato sequestrato, tipo o quantità, per procedere all’arresto in flagranza di reato. Avere prove certe è fondamentale, dal momento che vanno a incidere sulla libertà personale.
Diversamente da altri reati, la persona coinvolta può essere ristretta, con determinate quantità si procede all’arresto”. Già oggi, ovviamente si procede, ma con il protocollo, procura e tribunale avranno uno strumento in più.
“Normalmente – prosegue Auriemma – a fronte di un sequestro di sostanza, si effettua un’analisi, il narcotest, poi un accertamento di massima sulla quantità. In base agli elementi raccolti, si procede al sequestro”. In caso d’arresto in flagranza, entro 48 la misura cautelare va convalidata.
“Può capitare – continua Auriemma – che il giudice per le indagini preliminari, quando si arriva al processo, non conoscendo la qualità e il principio attivo della droga sottoposta a sequestro, rinvii per approfondimenti. Si assiste quindi a una dilatazione dei tempi, a fronte di persone arrestate”.
Difficoltà d’ora in poi superata. “Da oggi, in 48 ore avremo una valutazione della sostanza e nei tempi previsti e il giudice potrà stabilire le sorti del soggetto fermato. Nel Lazio, è uno strumento di cui dispone solo il tribunale di Roma”.
Le analisi che adesso effettueranno i laboratori del Deb (Dipartimento scienze ecologiche e biologiche) Unitus, erano comunque possibili. “Ma con costi altissimi per lo stato – sottolinea il procuratore – ringrazio il direttore del dipartimento Deb Giorgio Prantera e il sostituto procuratore Michele Adragna per l’impegno nel portare avanti questo progetto.
Maggiore precisione nelle analisi vuol dire anche una contestazione precisa del reato, una garanzia per l’imputato. Significa avere una possibilità piena per difendersi. Senza contare che un quadro esatto della sostanza sequestrata, è fondamentale alle forze dell’ordine per capire se sul territorio ci siano situazioni analoghe, avere maggiori dettagliato”.
Per l’Unitus non è la prima collaborazione con la Procura. “C’è già l’iniziativa sulla comunicazione digitale – osserva il rettore Alessandro Ruggieri – questo protocollo fa salire il livello del tipo di collaborazione, finalizzata a rafforzare i valori della legalità.
Il nostro ateneo può operare anche in questo ambito, grazie agli investimenti e ai macchinari acquisiti, all’alto livello di ricerca e alla formazione del personale che opera”.
Che parti della pubblica amministrazione collaborino tra loro è un fatto di rilievo. “Il tribunale – ricorda Michele Adragna, sostituto procuratore – affida queste analisi a privati. Mi piace che il principio di sussidiarietà si sposti da privato a pubblica amministrazione a un rapporto tutto interno alla pubblica amministrazione. In questo alveo si collocano capacità e risposte nella gestione della giustizia sul territorio viterbese”. Possibile per l’alta specializzazione raggiunta dai laboratori Unitus.
“La droga – sottolinea Adragna – va trattata in un certo modo, dal campionamento alla custodia. È necessario osservare una serie di regole, che se trascurate, hanno ricaduta negativa sulla prova. Abbiamo a disposizione laboratori specializzati e per questo ringrazio i docenti che vi operano”.
A sottoscrivere il protocollo, oltre al procuratore Auriemma, Giorgio Prantera, direttore del dipartimento Deb. “Il lavoro di sussidiarietà fra amministrazioni pubbliche è sempre più importante per garantire efficienza e abbattere i costi – sottolinea Prantera – il lavoro sarà a cura del laboratorio di biologia molecolare. Abbiamo formato competenze che mettiamo al servizio della società”.
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