Viterbo – (g.f.) – “Ci stiamo avvicinando alla soluzione”. Crisi in comune, all’improvviso scoppia la pace o quasi, tra Lega e Fratelli d’Italia e Umberto Fusco, senatore leghista, è certo del lieto fine a palazzo dei Priori. Se la soluzione passi dal rientro di Claudia Nunzi in giunta, Fusco non lo dice, ma sulle deleghe sgombra il campo dagli equivoci: “Non sono interessato al Termalismo”.
Umberto Fusco, ieri il suo incontro col responsabile regionale FdI Trancassini pare avere dato una svolta alla crisi in comune, è così?
“Speriamo di chiudere entro la prossima settimana – osserva Fusco – ci sono buone possibilità, c’è stato un avvicinamento significativo”.
Avete trovato la soluzione?
“Ci stiamo avvicinando, se avessimo già chiuso, non sarebbe servito rimandare alla prossima settimana”.
Si dice che questa crisi sia più politica che personale, divergenze, ad esempio con l’ex assessora Nunzi, passata dalla Lega a FdI
“Dalla piega che stava prendendo, sembrava che qui qualcuno fosse diventato pazzo. La questione è politica, originata da una situazione politica, la politica è chiamata a risolverla e quando i partiti l’avranno risolta penso che tutti siano chiamati a rispettare le scelte prese”.
Stando a voci, la via d’uscita passerebbe per il rientro in giunta di Nunzi con FdI, è così?
“C’è una volontà forte da parte di Lega e FdI di risolvere la situazione. Ci siamo incontrati e l’esito è stato molto positivo. Ma ora non si può parlare di Nunzi sì o Nunzi no, rimane o non rimane. Stiamo lavorando. Ripeto, se ci fosse stato un finale, l’avremmo detto”.
Lega e FdI si sono scontrati nei giorni scorsi, anche in modo pesante. Come se ne esce?
“La politica riprende in mano la situazione. Abbiamo preso un impegno con gli elettori, per portare avanti l’amministrazione, a questo dobbiamo pensare. Entrambe i partiti ne devono uscire bene. Da persone serie ne verremo a capo”.
Per le deleghe, il Termalismo resterà alla Lega?
“Assicuro che diversamente da come qualcuno ha detto, a Fusco la delega al Termalismo non interessa. Non la voglio e non l’ho rivendicata”.
Qualcuno l’ha tirata in ballo personalmente sulla vicenda termalismo. Come replica?
“Io non ho progetti, interessi, non intendo costruire, non ho terreni da trasformare in agricoli. Forse qualcuno sapendo che la mia famiglia ha proprietà in zona termale, ha pensato questo. Ma sono stati acquistati rispettivamente nel 1995, 2005 e nel 2015. Da tanto tempo. Non ci sono attività connesse alle terme. La mia famiglia in zona ha solo un esercizio di ristorazione che ormai ha quasi un secolo di vita e un centro sportivo dal 1995”.
Lei da quando è in politica ha ha fatto dello sviluppo termale la sua bandiera.
“Mi piace il termalismo, fare sviluppare la città, lo vado predicando dal 2008 quando sono diventato consigliere. Voglio bene a Viterbo e lavoro per la crescita del territorio, che secondo me passa da questo importante settore. Punto. Come partito non abbiamo mai chiesto niente. S’immagini che quando si è trattato di decidere ad esempio, il nuovo consiglio d’amministrazione, come partito nemmeno ci hanno avvisato, tanto siamo distanti da certe logiche”.
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