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Viterbo - Consiglio comunale - Fabrizio Purchiaroni (FI) passa al gruppo misto - Il discorso letto in sala

“Non avevo immaginato così la mia esperienza di consigliere”

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Purchiaroni si dimette da Fi

Purchiaroni si dimette da Fi

Viterbo – Fabrizio Purchiaroni lascia Forza Italia e passa al gruppo misto. Con un duro atto d’accusa letto in consiglio comunale.


Il discorso letto in consiglio comunale da Fabrizio Purchiaroni

Ormai siamo giunti a 9 mesi dalla nascita di questa Amministrazione e forse dovremmo fare un piccolo checkup sulle attività svolte.

Se guardo indietro ai mesi scorsi mi rendo conto con dispiacere che poco si è parlato di Viterbo e delle sue necessità.

Vedo molte attenzioni da parte dei partiti di maggioranza all’amministrazione Comunale, com’è giusto che sia, ma vedo anche che le attenzioni sono poste verso le posizioni e verso gli incarichi amministrativi in una spasmodica ricerca di posizionare la propria bandierina su questo o su quello; il tutto mi ricorda una partita a Risiko più che una buona condotta amministrativa.

Credo che Viterbo non si meriti tutto questo!
Credo che i viterbesi non ci chiedano posizioni, nomine, giunte, crisi, ma vogliano vedere risolti i problemi della città; è qui che avrei voluto avere il confronto politico: sulle idee, sulle proposte, sui progetti.

Oggi con tristezza mi trovo a prendere una difficile decisione, dopo che più volte nei mesi scorsi ho cercato di esprimere il mio pensiero all’interno del gruppo di FI.

Troppe volte le mie idee non hanno trovato riscontro, oggi non mi ritrovo con l’indirizzo che il gruppo di FI sta dando all’Amministrazione comunale.

In questi mesi si è dibattuto di diverse questioni, ricordo ad esempio, la questione sulla “tassa di soggiorno”, rispetto alla quale non mi sono trovato d’accordo, soprattutto nel modo in cui è stata aumentata, senza ascoltare il Consiglio Comunale, in fretta e furia. Mi è stato detto che “doveva essere fatta entro il 31/12”, ma oggi, al 20 marzo alcun atto è stato fatto nel merito, e allora mi chiedo: – a cosa sia stata dovuta la paventata fretta? Ricordo ancora il così detto “Piano del Commercio”, per il quale, come riconosciuto da più parti, si sarebbe dovuto approfondire e sviluppare lo studio, ma poi è prevalsa la volontà di approvare un documento non condiviso, che tante perplessità ha lasciato ad operatori, turisti e cittadini.

Da ultimo, la “rigenerazione urbana”, anche qui di corsa, anche qui senza meditare su un provvedimento di così ampio respiro.
Penso poi alle scelte iniziali della giunta a 9 nominando degli assessori esterni, andando anche in tale situazione a scegliere l’”anche” della legge. L’articolo 47 del D. lgs 267 del 2000, il “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali” recita al comma 3: “Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti gli assessori sono nominati dal sindaco, anche al di fuori dei componenti del consiglio”, ma con questa decisione, a mio avviso, non è stata rispettata la volontà degli elettori.

Infine, avviandomi alla conclusione, due parole sulla crisi che non c’è.

Il 21 febbraio è stato sollevato dall’incarico un Assessore, eletto otto mesi prima dai cittadini in loro rappresentanza, con la seguente motivazione: “ritenuto che non sussistano al momento, ed in attesa degli opportuni chiarimenti politici, le condizioni che consento la prosecuzione del proficuo rapporto con l’Assessore di cui trattasi, precisato che il presente provvedimento è finalizzato a garantire la serena continuità del mandato amministrativo, per il superiore interesse della comunità amministrata”.

Oggi, ci viene presentata in questo Consiglio la giunta restaurata fino alle elezioni amministrative e politiche; una giunta dove, per raggiungere le quote rosa, si attribuiscono deleghe inconsistenti fingendo che tutto sia stato risolto e andando contro la dignità delle Donne stesse.

Non è così che avevo immaginato questa esperienza di consigliere comunale all’interno del gruppo di FI.
Per tutto questo oggi ho maturato la decisione che il mio percorso amministrativo, debba proseguire in maniera indipendente dal gruppo di F.I.

L’impegno amministrativo assunto verso i cittadini potrà in tal modo essere scevro da condizionamenti di sorta e responsabilmente potrò affrontare la discussione sui singoli provvedimenti che saranno sottoposti al lavoro del consiglio comunale. L’impegno preso con i cittadini potrà così essere esercitato con maggiore libertà, potrò da consigliere valutare e votare i provvedimenti che riterrò utili per la crescita civile, sociale ed economica della città di Viterbo.

Mi auguro che in futuro l’amministrazione guardi alle questioni ed ai problemi della città piuttosto che alle crisi politiche anche perché i viterbesi, ogni giorno, hanno a che fare concrisi molto più importanti rispetto a quelle politiche.

Fabrizio Purchiaroni


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20 marzo, 2019

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