Viterbo – (g.f.) – L’imposta di soggiorno destinata a marketing e promozione turistica, ma pure per sistemare il bar e i bagni del teatro Unione.
Per il 2019, il settore Cultura e Turismo ha deciso come spenderà le future entrate e lo ha messo nero su bianco in una proposta di delibera da approvare in consiglio comunale.
Gran parte degli introiti, il 40%, è per marketing, promozione, portale, cartellonistica e brochure. Il resto, in parti quasi uguali è destinato ad altro.
Il 15% a interventi per il sistema museale urbano e il 10% rispettivamente a servizi igienici, interventi da attivare con associazioni di categoria in ambito turistico, termalismo, ma pure per la ristrutturazione del bar e dei servizi igienici al teatro dell’Unione.
Queste le intenzioni, ai consiglieri comunali piacendo.
E se il buongiorno si vede dal mattino, non tutti sembrano entusiasti di come l’amministrazione intende investire gli introiti dell’imposta. Uno a caso, Giacomo Barelli (Viva Viterbo).
“Hanno lottizzato l’imposta di soggiorno – tuona Barelli – una percentuale a ogni partito. Una spartizione secondo il manuale Cencelli, in base al loro indirizzo politico, non certo per una idea sulla città”.
Non ci va leggero l’ex assessore al Turismo. “Dalla delibera non si capisce in concreto cosa intendano farci dei circa 400mila euro”.
Ma su un punto per Barelli non ci sono dubbi: “È chiaro che ogni partito ha voluto la sua parte, anziché andare nel merito. Una lotta tra forze di maggioranza, peggiorata dopo la crisi. Un’esasperata proporzionalità nell’assegnazione di quote d’imposta”.
Allargando l’orizzonte la situazione non migliora. “Se questo è l’inizio – osserva Barelli – il prossimo bilancio darà molto alla politica e ai suoi interessi e zero alla città e ai viterbesi”.
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