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Elezioni amministrative 2019 - Tarquinia - L’annuncio del circolo “Domenico Emanuelli” che apre alle forze del centrosinistra - Critiche all’ex sindaco Mazzola per il sostegno al candidato della Lega Giulivi

“Pronti a mettere da parte il simbolo del Pd per un progetto politico inclusivo”

di Daniele Aiello Belardinelli
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Tarquinia - Da sinistra Piferi, Santi e Paciotta

Tarquinia – Da sinistra Piferi, Santi e Paciotta

Tarquinia - Leonardo Paciotta

Tarquinia – Leonardo Paciotta

Tarquinia - Laura Santi

Tarquinia – Laura Santi

Tarquinia - Giuseppe Piferi

Tarquinia – Giuseppe Piferi

Tarquinia –  “Pronti a mettere da parte il simbolo se ci saranno le condizioni per un progetto politico inclusivo”. Il Pd di Tarquinia fa il punto della situazione, in vista delle elezioni comunali. Apre alla possibilità di rinunciare al simbolo per unire il centrosinistra. Attende ancora qualche giorno prima di prendere una decisione ufficiale, se non ci saranno convergenze su nomi e proposte.

Lo fa con una conferenza stampa ieri 8 marzo nella sede di via dello Statuto. A parlare i coordinatori del circolo Domenico Emanuelli, Laura Santi, Leonardo Paciotta e Giuseppe Piferi.

Critiche all’ex sindaco Mauro Mazzola, per il sostegno al candidato della Lega Alessandro Giulivi. “Rispettiamo la persona di Mazzola – dichiara Santi –. Gli abbiamo affidato 30 anni della politica tarquiniese. Ha rappresentato il nostro partito come sindaco e presidente della provincia.

Un’esperienza che ha liquidato con poche dichiarazioni, strumentalizzando anche la figura dell’ex primo cittadino Maurizio Sandro Conversini”. Si volta pagina. Meno arroganza e nessun uomo solo al comando. “Siamo una squadra coesa – aggiunge –. Abbiamo superato le divisioni. Siamo pronti per un nuovo cammino”.

“Siamo consapevoli degli errori del passato – le fa eco Paciotta -. Dobbiamo essere meno arroganti e più aperti al dialogo per costruire una casa comune. Siamo anche disponibili a rinunciare al simbolo, per unire il centro sinistra. Ma non siamo disposti ad accettare veti sulle persone del nostro gruppo.

Non rinneghiamo il passato. Aspetteremo ancora qualche giorno, poi prenderemo una decisione, perché abbiamo le risorse per presentare una leadership forte”.

“La nostra posizione attuale è il frutto di una sintesi, dopo un difficile percorso di confronto – sottolinea Piferi -. Mettere eventualmente da parte il simbolo è la scelta di aprire a chi vuole il bene collettivo di Tarquinia”.

E non è sintomo di debolezza. “Abbiamo fatto una discussione accesa su questo aspetto – evidenzia Santi –. Togliere i vessilli significa togliere quella caratterizzazione del Pd visto come élite. Non abbiamo steccati con le altre forze democratiche. Esistono a Tarquinia? Se esistono noi ci apriamo e lo diciamo pubblicamente”.

Chiusura dedicata a un giudizio sull’amministrazione Mazzola e alla mancata presentazione di una lista per le elezioni dell’Università agraria del 2017. “Nei dieci anni non sono stati fatti grandi errori – dichiara Piferi -. Alla fine del secondo mandato c’è stata una chiusura e i risultati si sono visti”.

“La situazione dell’Università Agraria è stata determinata solo da una serie di contingenze – dice Santi -. È stato un fatto gravissimo. Ne abbiamo pagato le conseguenze. Ci scusiamo con la città”.

Daniele Aiello Belardinelli


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9 marzo, 2019

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