Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Milano - A gennaio il giornalista, difeso da Samuele De Santus, aveva ricevuto l'avviso di fine indagine - Imane Fadil lo accusava di diffamazione

Ragazza del bunga bunga avvelenata, “no comment” del legale di Emilio Fede

Condividi la notizia:

Imane Fadil

Imane Fadil

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Emilio Fede

Emilio Fede

Milano – No comment da parte dall’avvocato viterbese di Emilio Fede, Samuele De Santis, alla notizia della morte per un mix di sostanze radioattive di Imane Fadil, la modella 34enne che ha accusato il giornalista 88enne di diffamazione per vicende legate all’epoca del bunga bunga.

“Non c’è nulla da commentare in un momento così tragico come la morte sospetta di una giovane ragazza”, ha detto il legale alla diffusione della notizia.

Sulla morte, avvenuta il primo marzo, in una clinica lombarda della giovane, che stava scrivendo un libro sulle ragazze del bunga bunga e avrebbe detto di temere di essere stata avvelenata, è stata aperta un’inchiesta.

Accusato dalla modella d’origine marocchina di diffamazione, una delle testi chiave dei processi “Ruby”, Emilio Fede era difeso da De Santis.

Presunta vittima, la modella 34enne d’origine marocchina che nel 2011 avrebbe partecipato a ben otto “cene eleganti” ad Arcore, durante le quali avrebbe visto ragazze disponibili, spogliarelli, palpeggiamenti e soprattutto il famigerato bunga-bunga. Dopo l’ennesima cena se ne sarebbe andata, presentandosi poi in procura per raccontare tutto.

Lo scorso mese di gennaio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari che hanno fatto seguito alla denuncia per diffamazione presentata contro Emilio Fede da Imane Fadil, una delle tre supertestimoni delle cene eleganti dell’ex premier Silvio Berlusconi assieme alle colleghe Ambra Battilana e Chiara Danese. L’inchiesta della procura milanese porta la firma del sostituto Gianfranco Gallo. 

Le tre donne, a gennaio, sono state estromesse dal processo Ruby Ter, in cui avevano chiesto di costituirsi parte civile. Imane Fadil,  originaria di Fez in Marocco, è stata con l’occasione anche invitata a uscire dall’aula perché come testimone non poteva presenziare alle udienze prima della sua deposizione. “Ho sempre detto la verità a differenza di altri – si era sfogata – sono l’unica che continua a pagare per essermi opposta a Berlusconi”.

Per Fede i nuovi guai giudiziari sono partiti da un’intervista pubblicata l’8 maggio 2018 sul sito internet dell’Huffington Post in cui dichiara: “Darmi 4 anni e 7 mesi perché avrei convinto delle prostitute a prostituirsi è una cosa assurda parliamo di persone, con tutto il rispetto della prostituzione, che è importante, che con il sesso avevano una certa dimestichezza”.  

Secondo quanto riportato alla lettera nell’avviso di conclusione indagini, il giornalista quindi prosegue: “Praticamente dicono che io conducevo il Tg4 e poi nel tempo libero facevo il pappone. Si parla di tre ragazze, una delle quali Ambra Battilana, e io dico di avere grande rispetto per la magistratura, ma come cazzo si fa a pensare che io debba essere condannato?”. 

 “E poi – dice ancora Fede nell’intervista – sono tre ragazze che notoriamente col sesso avevano un ottimo rapporto.. come cazzo si fa ad essere condannati per induzione alla prostituzione di ragazze che fanno quello? Prendono per buona la testimonianza di una ragazza che dice che ad Arcore di pregava Satana?”. 

Parole che all’ex direttore del Tg4 sono costate una denuncia da parte della modella 34enne, che si è sentita vittima di diffamazione.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
16 marzo, 2019

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR