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Viterbo - Quattro richieste di accesso agli atti per capire il funzionamento della sanità sul territorio della Tuscia - "Nessuna risposta", hanno detto Claudio Taglia e Jacopo Polidori in conferenza stampa

Casapound chiama ma la Asl non risponde

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Viterbo - Claudio Taglia e Jacopo Polidori

Viterbo – Claudio Taglia e Jacopo Polidori

Viterbo - La conferenza stampa di Casapound sulla sanità

Viterbo – La conferenza stampa di Casapound sulla sanità

Viterbo - Jacopo Polidori

Viterbo – Jacopo Polidori

Viterbo - Claudio Taglia

Viterbo – Claudio Taglia

Viterbo – (dan.ca.) – “Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per capire i movimenti all’interno della sanità viterbese ma nessuno di fatto ci ha risposto. E sono passati quasi 4 mesi”. Casapound chiama, ma la Asl non risponde. Al tavolo, oggi pomeriggio, nella sede del partito in via Romiti ci sono Claudio Taglia, responsabile sanità di Casapound Viterbo, e Jacopo Polidori, consigliere comunale di Vallerano.

Mesi fa hanno fatto richiesta di accesso agli atti alla Asl. “Su quattro richieste – ha detto Polidori – c’hanno risposto a mezza”. Eppure l’argomento non è di poco conto. Le richieste avanzate neanche.

Quattro in tutto, elencate da Polidori a inizio conferenza. “Rendicontazione delle spese fatte tra il 2014 e il 2017 – ha sottolineato il consigliere comunale di Casapound – gli investimenti per l’abbattimento delle liste d’attesa, gli investimenti fatti nel reparto di psicologia e la convenzione tra Asl e diocesi di Viterbo”.

“Quando un’amministrazione non è a contatto con i cittadini – ha ribadito Polidori – allora c’è un problema”. 

Nessuna volontà, tuttavia, d’essere “critici a tutti i costi con la gestione della sanità – ha poi esordito Taglia -, ma tra il 2012 e il 2018 è stato messo a disposizione della Asl di Viterbo un milione e mezzo di euro per l’abbattimento delle liste d’attesa. Nove milioni in tutto. Le liste sono state abbattute. Pare proprio di no, perché se uno oggi va a prenotare una tac deve aspettare mesi. E lo stesso vale per tante altre visite. La sanità è un diritto, ma è fondamentale che i cittadini se ne possano avvalere nel più breve tempo possibile. Quindi, come sono stati spesi questi milioni di euro se le liste d’attesa non sono state ancora abbattute?”.

C’è inoltre la questione dell’unità operativa di psicologia. “La Asl – ha spiegato Taglia – ha depotenziato il centro di igiene mentale per rafforzare invece l’unità operativa di psicologia. Un’unità complessa. E in Italia le unità complesse si contano sulla punta delle dita”. Come a dire, che bisogno c’era? “Dagli atti operativi – prosegue Taglia – risulta anche l’assunzione di 20 psicologi. La Asl può sostenere questa cosa? Era necessario farlo? La nostra richiesta di accesso agli atti serve proprio a chiarire questi aspetti. Ad avere risposte, come è giusto che sia. Giusto perché a fare la richiesta è un consigliere comunale, nello specifico Jacopo, quindi un rappresentante delle istituzioni. Giusto perché è bene che i cittadini sappiano. In fondo, sono i cittadini a pagare il funzionamento delle Asl, che deve essere buono e al servizio di tutti”.

Dulcis in fundo la convenzione tra Asl e diocesi di Viterbo. “Centocinquantamila euro – fa notare Taglia – per assistenza spirituale, sacramenti e messe. E anche in tal caso ci piacerebbe sapere le ragioni e infine il motivo per cui la convenzione è stata fatta solo con la diocesi. In fondo la cattolica non è la sola religione presente sul nostro territorio”. Ma pure su questo fronte pare proprio che non vi sia stata risposta.

Daniele Camilli


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4 aprile, 2019

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