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Sutri - Il sindaco Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della stagione espositiva a Palazzo Doebbing - FOTO

“Dialoghi a Sutri, la Biennale non sarà altrettanto stimolante”

di Michele Mari
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Sutri - Mostra a palazzo Doebbing - Vittorio Sgarbi e il vescovo Romano Rossi

Sutri – Mostra a palazzo Doebbing – Vittorio Sgarbi e il vescovo Romano Rossi

Sutri - Mostra a palazzo Doebbing - Vittorio Sgarbi e il vescovo Romano Rossi

Sutri – Mostra a palazzo Doebbing – Vittorio Sgarbi e il vescovo Romano Rossi

Sutri - Vittorio Sgarbi inaugura la mostra a palazzo Doebbing

Sutri – Vittorio Sgarbi inaugura la mostra a palazzo Doebbing

Sutri - Pippo Franco alla mostra a palazzo Doebbing

Sutri – Pippo Franco alla mostra a palazzo Doebbing

Sutri – “Dialoghi a Sutri, la Biennale non sarà così stimolante”. Il sindaco Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della stagione espositiva “Dialoghi a Sutri” a Palazzo Doebbing.

Nel pomeriggio di ieri il primo cittadino, accompagnato dal presidente della fondazione Terzo pilastro, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, insieme alle autorità civili, militari e religiose tra le quali il vescovo di Civita Castellana Romano Rossi e l’artista Pippo Franco, ha presentato al pubblico le undici opere che sono esposte nella nuova mostra in scena fino al 12 gennaio 2020 a Palazzo Doebbing.

Si va da Tiziano a Scipione Pulzone, da Henri Rousseau ad Antonio Ligabue, da Fausto Pirandello a Ottone Rosai, passando per Francis Bacon, Renato Guttuso, Ernesto Lamagna, Luca Crocicchi e Carlos Solito.

I pezzi forti sono indubbiamente “Estasi di San Francesco” di Tiziano e “La charmeuse de serpents” di Henri Rousseau.
Le undici opere coniugano l’arte sacra con l’arte laica e i maestri della classicità con gli artisti moderni.

“Per una serie di circostanze – ha spiegato Vittorio Sgarbi nella conferenza di presentazione – oggi apriamo l’esposizione nel giorno della Liberazione, ma sul piano simbolico può significare un riferimento alla libertà dell’idea e dell’arte. La novità di Dialoghi a Sutri, oltre all’ipotesi dei dialoghi che si possono immaginare tra i vari artisti che vedrete, è la definizione in modo stabile delle prime tre sale del museo della diocesi con alcune sue opere”.

Vittorio Sgarbi ha poi presentato al pubblico la struttura della mostra con alla base l’idea che “tutta l’arte sia contemporanea, passato e presente coincidono con il rapporto che l’artista instaura con chi guarda le sue opere. E’ una mostra di forte connessioni – ha concluso Sgarbi -. Posso dire con certezza che la Biennale non sarà altrettanto stimolante”.

I visitatori troveranno, oltre all’“Estasi di San Francesco” di Tiziano, “L’Immacolata” di Scipione Pulzone, “La charmeuse de serpents” di Henri Rousseau, “Dipinti” di Antonio Ligabue, “Autoritratti” di Fausto Pirandello. Per finire anche “Ritratti” di Ottone Rosai, “Disegni e pastelli” di Francis Bacon, “Opere della collezione Lino Mezzacane” di Renato Guttuso, “Angelo nero” di Ernesto Lamagna, “Passaggio a Sutri” di Luca Crocicchi e “A chent’annos” di Carlos Solito.

Poi è stata la volta dell’analisi di Daniela Porro, direttrice del museo nazionale romano, che ha evidenziato alcune opere che sono esposte a palazzo Doebbing.

“Mi piace questa contaminazione tra arte antica e moderna – ha detto sulla mostra -, questo è l’unico modo di mantenere vivo il fuoco dell’arte”.

A seguire è intervenuto il presidente della fondazione Terzo pilastro, Emmanuele Francesco Maria Emanuele.

“Da trentacinque anni – ha aggiunto Emanuele – con Vittorio Sgarbi abbiamo connotato tappe fondamentali di trasformazione che lasceranno traccia di noi anche dopo di noi, come per esempio a Spoleto e nella Biennale di Venezia. Credo che abbiamo fatto sì che questa Italia si sia arricchita non solo in termini economici ma anche qualitativi per le visioni, a volte completamente diverse, del mondo che ci circonda. Siamo convinti che l’arte non ha tempo e Sutri è l’esempio che l’Italia può cambiare in meglio”.

Infine il vescovo Romano Rossi a conclusione della conferenza di presentazione dell’esposizione “Dialoghi a Sutri” con una particolare benedizione.

“Queste giornate – ha detto il vescovo – sono trionfali ma il cammino è in salita. L’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica del nostro territorio al valore della cultura e al senso della bellezza e alla cultura degli orizzonti oltre casa nostra. Le nostre radici non sono banali, sono cultura e bellezza. Monsignor Doebbing davanti a queste giornate e mostre avrebbe detto che una volta l’arte sacra aveva il compito di dare risposte mentre oggi l’arte moderna ha il compito di aiutarci a fare domande. Sento che ciò che stiamo vivendo è pienamente confacente al senso di questo luogo. Questo è il mio modo concreto di dare la benedizione con la speranza che sia fecondo per ciascuno l’incontro con i capolavori che contiene questo luogo”.

Al termine il numeroso pubblico presente ha potuto ammirare le opere esposte in “Dialoghi a Sutri”, un prezioso tesoro di prestigiosi lavori.

Michele Mari


Fotogallery – Vittorio Sgarbi inaugura la mostra a palazzo Doebbing

 – Il pianista Fabrizio Viti e il trombettista Luca Seccafieno ospiti di Vittorio Sgarbi


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26 aprile, 2019

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