Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un bilancio di previsione coerente, che anche se nasce da ristrettezze economiche conclamate, dalle difficoltà legate alla difficile situazione contingente, dalle normative relative al contenimento della spesa pubblica e alla riduzione della pressione fiscale, è congruo e attendibile sia contabilmente che politicamente, che mette le basi per essere in grado in tempi brevissimi di rispettare programmi e progetti con i quali ci siamo presentati meno di un anno fa alle elezioni comunali.
Un bilancio che garantisce nella parte corrente il pagamento di contratti e spese obbligatorie che garantisce i servizi già attivati anche se è indubbio che le esigenze della città sono molteplici e necessitano di essere affrontate in maniera scadenzata stante la limitatezza delle risorse non solo finanziarie ma anche umane.
Il bilancio relativamente alla spesa corrente di attesta sui 65 milioni di euro: 15.266.162,48 riguardano la spesa di personale; 1.162.000,00 concernono le imposte, compresa l’Irap; 33.862.962,57 sono relativi ad acquisti di beni e servizi: tra questi vi sono le spese di funzionamento dell’ente e tutti i servizi offerti alla collettività, dalla pubblica illuminazione alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, dalla manutenzione delle strade a quella delle scuole; 4.817.635,07 di trasferimenti correnti che riguardano la contribuzione sostenuta dall’ente verso le famiglie e i soggetti in carico presso il servizio sociale ma anche i contributi verso le istituzioni sociali private dello sport e della cultura e del turismo 1.352.539,41 di interessi passivi per mutui e prestiti obbligazionari; 142.000 di rimborsi e poste correttive delle entrate.
E infine 8.776.792,27 di altre spese correnti che non sono affatto residuali, come indica la denominazione.
In realtà concernono le poste prudenziali relative all’accantonamento di entrate che vengono considerate di dubbia e difficile esazione, pari a euro 6.091.672,02 e che se venissero spese genererebbero sofferenze di cassa. Tra gli accantonamenti prudenziali troviamo anche il fondo rischi contenzioso che viene quantificato in euro 892.335,02 e il fondo pluriennale vincolato di 1.306.504,33, accantonamento di risorse già accertate la cui spesa diventa esigibile negli esercizi successivi.
La scelta effettuata da questa amministrazione è stata quella di assicurare i servizi essenziali ma nel contempo si sono voluti offrire ai cittadini anche tutti quei servizi che a prima vista parrebbero non essenziali come la cultura o il turismo, servizi che sono vitali per il tessuto commerciale del comune o che, in vari modi, colmano i bisogni crescita e formazione culturale della collettività .
Relativamente alla tassazione ci sentiamo di poter rassicurare i cittadini, soprattutto chi possiede soltanto una casa di proprietà.
Abbiamo lavorato per far pagare ai cittadini una tassa identica all’Imu del 2018. Per Irpef, Iuc, Tasi e Imu, nessun aumento anche se nella manovra di bilancio dello Stato era stata data ai comuni questa possibilità.
Anche se a partire dal 2019 i comuni ritornano ad essere decisori delle politiche fiscali dell’ente attraverso lo sblocco della sospensione degli aumenti delle aliquote e tributi, sospensione che è durata tre anni, questa amministrazione ha scelto di non aumentare in alcun modo il livello della tassazione.
Sono rimaste invariate anche le tariffe dei servizi a domanda individuale. Nota spiacevole l’aumento del 7% della Tari che è dovuta quasi completamente all’aumento della tariffa per il conferimento dei rifiuti in discarica imposto dalla regione Lazio che ha portato tale costo a carico dei comuni da 74 euro a 136 euro a tonnellata.
Una coperta corta che certamente risente delle scelte del recente passato, tra l’amministrazione Marini e quella Arena si sono persi oltre 10 milioni di trasferimenti statali. L’ente è stato costretto a grosse operazioni di leva fiscale, come l’addizionale Irpef, per garantire comunque livelli servizio accettabili.
Sono molto valide le norme di interesse per gli enti locali, in quanto la riscrittura del pareggio di bilancio consente lo sblocco degli avanzi negli enti locali, anche e soprattutto da tale misura ci si attende il rilancio degli investimenti pubblici con una programmazione della spesa pubblica, quindi degli investimenti, condizionata al solo rispetto degli equilibri finanziari dei bilanci degli enti locali.
E’ per questo che immediatamente dopo l’approvazione del rendiconto verranno liberate le somme dell’avanzo per investimenti e per somme dedicate al sociale e ad un piano straordinario di manutenzione del tessuto urbano.
E proprio per quanto riguarda gli investimenti, la spesa in conto capitale spazia su varie direzioni: dall’acquisto arredi per le scuole, alla realizzazione del canile comunale e di aree di sgambamento, ai lavori di riqualificazione di arredo urbano e al potenziamento dei sistemi informatici, senza tralasciare di completare le opere in itinere delle quali ne viene dato apposito elenco nel Documento unico di programmazione.
E’ una spesa che vale circa 13 milioni di euro di cui 9 finanziati con entrate già accertate.
Molti sono gli immobili di proprietà comunale: per alcuni viene riproposto un piano di alienazioni per quegli immobili non ritenuti rilevanti per le finalità istituzionali dell’ente. Tale elenco è inserito nel Dup. In questa sede vi anticipo che i principali interventi che verranno finanziati con tali introiti riguardano vari lavori di riqualificazione negli immobili comunali.
I contributi agli investimenti pari a euro 1.153.000 sono destinati agli interventi di riqualificazione energetica dell’istituto Fantappié e della sede comunale di Palazzo dei Priori.
Come avrete avuto modo di notare, la parte in conto capitale è calibrata sulle effettive risorse a disposizione dell’ente: non abbiamo voluto fare il classico libro dei sogni e millantare la realizzazione di opere che poi non verranno fatte perché i contributi regionali non arrivano.
Quello che è il tratto distintivo di questa amministrazione, un bilancio trasparente che conta su risorse effettivamente a disposizione della collettività, permea tutta la programmazione e su questo aspetto anche la programmazione dei lavori pubblici è stata seria e coerente con le entrate realmente disponibili per l’ente.
A tal proposito vorrei ricordare che gli oneri di urbanizzazione sono destinati per circa 1.300.000 euro alla manutenzione ordinaria del verde pubblico, del patrimonio e delle strade, e che interventi di manutenzione straordinaria saranno affrontati evitando l’indebitamento che contrae la spesa corrente e che si riflette sulla capacità di spesa dei bilanci futuri e quindi sulle possibilità di spesa delle future amministrazioni.
Il risultato presunto di amministrazione ci permette di anticipare che un piano straordinario di interventi di manutenzione straordinaria sarà possibile proprio con l’applicazione dell’avanzo destinato agli investimenti e dell’avanzo libero, che si renderà disponibile subito dopo l’approvazione del rendiconto.
Molti sono stati i problemi irrisolti che l’amministrazione Arena si è trovata a dover affrontare in questi primi mesi, la carenza del personale, la mancanza di buona parte della dirigenza, la scadenza dell’appalto della raccolta e smaltimento dei rifiuti, l’ispezione ministeriale che ha evidenziato le carenze e le debolezze dell’azione amministrativa, i concorsi pubblici da bandire visti i numerosi pensionamenti degli ultimi anni, i problemi del termalismo, alcuni dei quali mai risolti.
E’ inutile negarlo, l’organizzazione della macchina amministrativa è un requisito imprescindibile per arrivare a forme soddisfacenti di erogazione di servizi ai cittadini e dobbiamo dirlo chiaramente, quello che abbiamo ereditato è una struttura stanca e demotivata.
Senza una struttura funzionante a pieno regime diventa difficile programmare, si riesce solamente a gestire l’ordinario, mentre la programmazione è il perno centrale su cui ruota l’intera attività amministrativa, rappresenta il contratto che il governo dell’ente assume nei confronti dei cittadini.
Abbiamo fatto del nostro meglio per garantire i servizi alla collettività e per mettere le basi del rilancio del comune, non solo dal punto di vista turistico, traino per i commercianti e gli albergatori, ma anche per migliorare la vivibilità dei cittadini. Amministrando da luglio abbiamo fatto quello che si poteva.
Grazie soprattutto agli uffici che hanno collaborato, siamo riusciti a non aumentare le tasse e a non ridurre i servizi e mantenere alta l’attenzione alle fasce più deboli.
E’ un bilancio trasparente e certo, una solida base su cui innestare già dal prossimo anno quelle azioni necessarie per uno sviluppo reale della città.
Enrico Maria Contardo
Assessore comune di Viterbo
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