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Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli nel corso del convegno "Ecologia globale: ambiente, agricoltura, globalizzazione" svoltosi ieri mattina al convento della Trinità

“Chi ha piantato noccioleti attorno al lago di Bolsena ha rovinato l’ambiente”

di Daniele Camilli

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Viterbo – Il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli prende posizione contro la coltura intensiva delle nocciole nella Tuscia. Lo ha fatto ieri mattina, intervenendo al convengo “Ecologia globale: ambiente, agricoltura, globalizzazione” organizzato dalla Fondazione Sorella natura.

 “Tutti coloro che hanno piantato dei noccioleti intorno al lago di Bolsena e non solo – ha detto il vescovo Fumagalli -, senza lasciarsi guidare da nessuno, solo dall’idea che adesso è la produzione che più risponde alla domanda, hanno rovinato l’ambiente, hanno perso il denaro e quindi hanno buttato via i soldi tradendo le attese e le speranze di tanti lavoratori”.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


Si allarga dunque il fronte del “no” alla monocoltura delle nocciole che ha già visto scendere in campo alcuni sindaci della Tuscia assieme al bio distretto della Via America e delle Forre.


Video: L’intervento del vice presidente del Parlamento Europeo David Sassoli

– “Solo uno sviluppo sostenibile può generare ricchezza nel mondo”


All’incontro, che s’è svolto nella sala Mendel del convento della Trinità, oltre al presidente della fondazione Roberto Leoni, hanno partecipato anche Piero Bassetti, presidente Globus e Focus, David Sassoli, vice presidente del Parlamento europeo e Aldo Carosi, vice presidente della Corte costituzionale. Con loro, docenti, ricercatori e rappresentanti delle organizzazioni professionali e di categoria.

Viterbo - Il convegno "Ecologia globale"

Viterbo – Il convegno “Ecologia globale”


Il vescovo ha fatto poi un paio di esempi di territori che nel corso degli anni sono passati alla monocoltura. “A Grotte di Castro – ha sottolineato Fumagalli – hanno smesso di produrre fragole e si sono convertiti alle patate. E la patata di Grotte di Castro è tra le migliori d’Italia. Sono tutte strutture che danno lavoro a parecchie persone, ma non c’è un mettersi insieme, un collaborare con i territori vicini e un difendere la nostra produzione”. Il vescovo ha citato anche il caso di Santa Marinella, in provincia di Roma. “La città dei fiori”. “Se passate sul litorale – ha proseguito il vescovo – tutte le serre sono abbandonate e davano lavoro a centinaia di persone. Al posto delle serre ci sono, vicino al mare, centinaia di mini appartamenti che rendono invivibile la spiaggia. E’ mancata una collaborazione e una sinergia”.

“E’ importante una cultura della collaborazione e della rete – ha spiegato Lino Fumagalli -. Finché non ci sarà questa cultura, ciascuno agirà per conto suo e spesso farà scempio dell’ambiente, non lo valorizzerà a fondo con grossi danni per il futuro”.


Viterbo - Piero Bassetti

Viterbo – Piero Bassetti


Per Piero Bassetti, “il caso nocciole di cui tanto si parla attualmente nell’alto Lazio deve spingerci a introdurre nel modello produttivo e anche esistenziale di questo territorio, che finora si è sottratto abbastanza alla logica dello sfruttamento iperintensivo e al suo snaturamento, il criterio della salvaguardia assoluta dell’ambiente e delle risorse naturali, e il superamento della logica della chiusura localistica, per offrire sul mercato globale i propri prodotti di qualità e la propria autentica e ben riconoscibile immagine”.


 

Viterbo - David Sassoli

Viterbo – David Sassoli


Infine David Sassoli. “La coltura intensiva può essere buona o cattiva – ha detto il vice presidente del Parlamento europeo – il problema sono i terreni e l’ambiente dove si sviluppano e credo che per la questione dei noccioleti nel viterbese sia bene approfondire la questione non solo dell’ambiente, ma anche dei terreni e delle risorse idriche. C’è la necessità che tutti gli impianti rispondano a una sostenibilità. E la sostenibilità, in questo caso, è data innanzitutto dallo studio dell’ambiente”.

Daniele Camilli


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14 aprile, 2019

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