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Bolsena - Presentata ieri l’ordinanza di divieto che verrà adottata dai comuni intorno al lago – Equitani: "È un segnale politico"

Produzione intensiva di nocciole, sette sindaci sul piede di guerra

di Michele Mari
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Bolsena - I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena – I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena - I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena – I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena - L'intervento di Martina Minchella

Bolsena – L’intervento di Martina Minchella

Bolsena - I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena – I sindaci contro la produzione intensiva di nocciole

Bolsena – Sette sindaci sul piede di guerra contro la produzione intensiva delle nocciole intorno al lago di Bolsena.

Ieri mattina nella sala consigliare del comune di Bolsena setti sindaci del comprensorio del lago (Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone e Valentano) si sono dati appuntamento per illustrare l’iniziativa che intraprenderanno per evitare il proliferare di impianti di produzione intensiva delle nocciole. Presenti anche cittadini e rappresentanti delle associazioni del territorio.

Sarà adottata da ogni primo cittadino un’ordinanza di divieto di realizzazione di impianti di noccioleti intensivi sui territori intorno al lago. Assente il sindaco di San Lorenzo Nuovo, Massimo Bambini, che starebbe riflettendo sul da farsi.

Tutti i primi cittadini presenti hanno sottolineato che questa azione ha grandi limiti giuridici, ma è comunque un segnale politico che vogliono dare per sensibilizzare la popolazione al problema.

A fare gli onori di casa il sindaco di Bolsena Paolo Equitani. “L’esperienza del lago di Vico – ha detto Equitani – deve essere un esempio per evitare che certe cose accadano anche in questo bacino. È meglio prevenire che curare. La coltura delle nocciole ha bisogno di grossi interventi di fitofarmaci, una lavorazione particolare che sarebbe un rischio per il lago. Questi impianti infatti stravolgono l’habitat naturale delle piantagioni tipiche“.

In merito all’ordinanza che il comune di Bolsena ha già predisposto e che verrà firmata nei prossimi giorni, il sindaco Equitani ha manifestato le lacune giuridiche, sottolineando che è comunque un segnale politico importante.

“Sappiamo i limiti giuridici dell’ordinanza – ha spiegato -. Non abbiamo appigli per eventuali opposizioni in sede di giudizio ma siamo convinti che chiunque voglia venire qui per fare questo tipo di impianti troverà le amministrazioni sul piede di guerra. Ogni sindaco inserirà modifiche e integrazioni che riguardano il proprio territorio. È soprattutto un segnale politico. Poi chiederemo alla Regione di attivarsi con una legge specifica per la tutela del territorio”.

Tutti i sindaci hanno garantito l’adozione dell’atto nei prossimi giorni. “Siamo ancora in tempo – ha detto Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro – per prevenire questa situazione. Dal punto di vista giuridico l’ordinanza è labile, non si può imporre a un imprenditore di non fare qualcosa ma possiamo imporre di farle in un certo modo rispettando dei parametri“.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Capodimonte Mario Fanelli, “Non vogliamo un secondo lago di Vico – ha spiegato – per questo chiameremo la Regione per emettere regole ancora più restrittive”, mentre il sindaco di Valentano Stefano Bigiotti ha sottolineato “E’ una battaglia che va combattuta in difesa e tutela del nostro lago. Il principio che ci unisce oggi è una comunione d’intenti politica per la tutela paesaggistica e del lago”.

Poi è intervenuto il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini che ha evidenziato che “E’ un dovere difendere questo patrimonio. L’ordinanza è l’espressione politica della nostra negatività per questo tipo di impianti che cambierebbero l’aspetto naturalistico del paesaggio. Mi opporrò con tutti i mezzi che la legge mi consente. Porterò il problema anche in consiglio comunale“.

Il sindaco di Marta Maurizio Lacchini ha rimarcato che “E’ la prima volta che i sindaci siano tutti d’accordo. Se muore il lago tutto il viterbese è finito” mentre il primo cittadino di Gradoli Luigi Buzi ha detto che “L’ordinanza è un sasso che è stato tirato nello stagno per sensibilizzare tutti, in particolare gli organi come la Regione e il ministero dell’ambiente e della salute”.

Infine ha preso la parola l’assessora ai rifiuti di Montefiascone Rita Chiatti che si è complimentata per l’iniziativa dei sindaci, perché “E’ un atto coraggiosissimo per la tutela del lago” mentre la consigliera comunale di Viterbo Martina Minchella ha spiegato che “L’ordinanza è un atto di coraggio e di responsabilità sociale. Coordiniamoci, perché sul tema c’è il sostengo di tutti i territori della Tuscia“.

Nei prossimi giorni i vari sindaci, con le dovute modifiche in base al loro territorio, emetteranno le ordinanze dando così avvio a una battaglia contro la produzione intensiva di nocciole in difesa del lago di Bolsena.

Michele Mari


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6 aprile, 2019

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