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Tarquinia - Il candidato sindaco di "Movimento civico" si presenta e prospetta l'unica via per unire il centrosinistra: che faccia un passo indietro pure il Pd

Conversini: “Pronto a ritirarmi se lo fa anche Celli”

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Il candidato sindaco Maurizio Sandro Conversini

Il candidato sindaco Maurizio Sandro Conversini

Sandro Vallesi e Maurizio Sandro Conversini

Sandro Vallesi e Maurizio Sandro Conversini

Il candidato sindaco Maurizio Sandro Conversini

Il candidato sindaco Maurizio Sandro Conversini

Sandro Vallesi, rappresentante della lista Movimento civico

Sandro Vallesi, rappresentante della lista Movimento civico

L'incontro di presentazione di Conversini

L’incontro di presentazione di Conversini

Tarquinia – “Sono con la gente, tra le gente, per la gente”. Maurizio Sandro Conversini lancia la sua candidatura a sindaco di Tarquinia con la lista di sinistra “Movimento civico”.

Lo ha fatto il 15 aprile all’ex sala capitolare degli Agostiniani di San Marco, affrontando i temi principali della politica tarquiniese. Dal rapporto col Pd agli altri candidati sindaco, fino alle priorità del programma.

“Sono stato consigliere comunale dal 1968. Il primo incarico con il Pds nel ’92 e poi nel ’94 – afferma Conversini -. Ho aspettato tanti anni. Al mio partito e alla comunità non ho mai chiesto niente.

Sandro Celli, dopo dieci anni di assessore, dice che deve essere il sindaco. Ai primi di gennaio siamo andati al Pd per chiedere di fare un esame di conoscenza, perché sono mancati gli ex compagni e non sono andati al ballottaggio. Noi potevamo fare da collante, non avendo alcun interesse. Queste parole sono cadute nel vuoto”.

A Conversini è stato chiesto se ci sono i margini per riunire il centrosinistra attorno a una terza persona: “Ho letto l’ultimo comunicato di Celli. Ho capito che me ne devo andare. Non perché c’è il terzo.

Secondo me avrebbe fatto più bella figura se oggi veniva qui e diceva che si sarebbe ritirato, domandandomi cosa avrei fatto. Avrei risposto anch’io mi ritiro, per trovare una terza figura. Quella che cercavamo, tranne il Pd”.

L’ex sindaco spiega la molla che lo ha spinto a candidarsi. “È stata una delle ultime interviste di Celli, in cui ha negato che da gennaio al giorno della conferenza noi avevamo fatto riunioni e incontri – dichiara l’ex sindaco -. E lui dice che è lì, perché tre liste lo hanno candidato a sindaco. Mi dispiace.

Pensavo che la mia candidatura gli facesse fare un passo indietro. Mi sono detto, facciamo questa giocata a poker. La fregatura è che tocca andare avanti”.

Sui candidati sindaco Gianni Moscherini, per il “Cantiere della nuova politica”, e Sandro Giulivi, per la Lega. “Nessuno isola o emargina Moscherini, ma i tarquiniesi devono scegliere un lucomone tra i tarquiniesi – dice Conversini -. Giulivi era un mio studente. Lo conosco bene.

Ha fatto il sindaco e durante la sua amministrazione non aveva rapporti, non riceveva nessuno. E non sembra essere cambiato, ascoltando le sue dichiarazioni”.

Il candidato sindaco del “Movimento civico” indica poi le priorità della sua azione amministrativa. “Sulla scuola dovremo avere un occhio attento. Gli edifici costruiti 40 e 50 anni fa vanno messi a norma. – evidenzia -. Tenteremo di uscire da Talete e di metterci insieme ad altri comuni. L’acqua e gli acquedotti devono ritornare nostri”.

Il comune deve entrare in possesso delle servitù presenti sul territorio e delle Saline. “Solo in questo modo possiamo valorizzarle – sottolinea -, chiedendo ai cittadini cosa vogliono farci”.

Occorre difendere l’ospedale cittadino. “Ho combattuto per la pediatria e poi la maternità. Per tre bambini all’anno hanno deciso mandare via la maternità. Siamo andati a parlare con Nicola Zingaretti che era venuto a Tarquinia dicendo che l’ospedale non si toccava. Poi, a un secondo incontro, ci parlò della legge fatta da Silvio Berlusconi che, se non si raggiungevano dei risultati, si spendeva troppo. Come se la salute possa essere paragonata alle macchine”.

Ad aprire l’incontro è stato Sandro Vallesi, rappresentate del “Movimento civico”. “Uno dei problemi di Tarquinia è la diminuzione dello spirito di comunità. – evidenzia – Due anni fa abbiamo avuto le elezioni comunali. Sono andati al ballottaggio Pietro Mencarini e Moscherini. Tarquinia ha scelto Mencarini, come espressione di tutela. È andata come è andata.

Oggi la città è in mano a un commissario ed è stata ferita ancora una volta. La comunità ora si deve difendere anche dai longobardi di Matteo Salvini”.

Sul rapporto con il Pd. “Abbiamo fatto il giro delle “sette chiese”, partendo dal Partito democratico. Prima ci hanno accolto a braccia aperte. – sostiene Vallesi -. Poi ci chiamano per dirci che il candidato ce l’hanno. Rimproverano Conversini di essersi candidato all’ultimo momento. Ma è proprio così che deve essere. Non si può partire sei mesi prima con un candidato, senza aver parlato con nessuno.

Ci siamo fermati ma non si è fermata la città che ha continuato a preoccuparsi e ha cominciato a chiedere a Conversini di presentarsi”.

Ci sono stati fino all’ultimo i tentativi per creare una coalizione di centro sinistra. “Fino a sabato scorso abbiamo cercato di fare una cosa più ampia. Ma non è stato possibile. Costruiremo una lista civica che presenteremo il prossimo 26 aprile. – conclude Vallesi – Così si divide la sinistra?

Una considerazione che abbiamo fatto. Se noi non ci presentiamo e si presenta Celli, vince o ha la possibilità di andare al ballottaggio? A noi è sembrato di no. Il Pd è uscito da 10 anni di amministrazione Mazzola. Ha candidato Anselmo Ranucci e non è andato al ballottaggio.

Alle elezioni dell’Università Agraria non ha presentato la lista. La gente si è allontanata. Dopo aver riflettuto, abbiamo detto che l’unica speranza fosse Conversini”.

Daniele Aiello Belardinelli


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16 aprile, 2019

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