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Viterbo - I lavoratori della Talete dopo l'atto notificato dal comune: "Lo ritiri"

“Il pignoramento crea problemi alla fornitura dell’acqua e per gli stipendi dei dipendenti…”

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Gli uffici della Talete in viale Romiti

Gli uffici della Talete in viale Romiti

Talete - I lavoratori in consiglio comunale

Talete – I lavoratori in consiglio comunale

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le stranezze del comune di Viterbo.

Il 21 maggio il tribunale di Viterbo, per conto del comune di Viterbo, notifica a Talete spa un atto di pignoramento dei conti per un totale di 4 milioni 750mila euro, parte di un credito pari a circa 7 milioni 800 mila denari che Talete deve giustamente al comune.

Ora, dal momento che lo stesso comune, a oggi, deve a Talete oltre 7 milioni 700mila euro per lavori e consumi idrici, il dovuto al comune di Viterbo da parte di Talete risulterebbe essere meno di 100mila euro.

Da quanto sopra, pur volendoci impegnare nella ricerca del perché di tanta determinazione da parte del comune di Viterbo, data la esiguità dell’importo, non riusciamo a trovarlo.

Non riusciamo nemmeno a capire perché il comune di Viterbo, socio di maggioranza della società Talete, dove detiene oltre il 20% del capitale sociale, mette la stessa in seria crisi per un credito che sicuramente la Talete è pronta a onorare.

Da evidenziare la curiosità, senza voler pensar male, del fatto che l’atto di pignoramento è del 14 maggio e il 17 maggio i soci, all’unanimità, compreso il comune di Viterbo, hanno nominato il nuovo cda della Talete.

Di fatto, per l’irrisoria cifra di 89mila 74,01 euro si corre il serio pericolo di creare importanti problemi al servizio con probabile rischio di mancata erogazione dell’acqua, oltre che danni all’indotto economico del territorio e agli stipendi dei dipendenti Talete con evidente grave difficoltà sulla tenuta economica delle famiglie.

Nell’imbarazzo economico in cui comunque navighiamo un poco tutti, compresi i comuni soci e la Talete, nella sana logica di responsabilità amministrativa, molti sindaci hanno concordato con Talete dei piani di rientro sui loro crediti, per il periodo della durata della concessione (anno 2036), garantendo la tenuta economico finanziaria di entrambe le parti.

Siamo di nuovo a ricordare che, in caso di gravi insormontabili problemi della società di proprietà dei comuni, gli stessi saranno chiamati a pagare gli eventuali debiti di Talete con propri fondi di bilancio, cosa che inevitabilmente renderà impossibile a essi fornire i più elementari servizi ai cittadini oltre ad aumentare esponenzialmente la pressione fiscale a carico della comunità amministrata.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono un atto di responsabilità politico amministrativa da parte del comune di Viterbo teso a ritirare l’atto di pignoramento entro venerdì 24 del corrente mese, per trovare un formale soddisfacente accordo tra le parti.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono fin d’ora un tavolo istituzionale con il prefetto, il sindaco di Viterbo, il presidente dell’Ato, il presidente di Talete e i rappresentanti dei lavoratori, teso ad affrontare e finalmente risolvere definitivamente le criticità di Talete.

I lavoratori e le lavoratrici di Talete spa


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22 maggio, 2019

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