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Oriolo Romano - Il sindaco Emanuele Rallo ieri mattina in conferenza stampa - Il sito esce dall'elenco voluto dal dicastero dell'ambiente - Sedici anni per ottenere giustizia

“Il ministero chieda scusa, l’ex discarica di San Baccano non è né inquinante né abusiva”

di Daniele Camilli
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Oriolo Romano - Emanuele Rallo

Oriolo Romano – Emanuele Rallo

Il comune di Oriolo Romano

Il comune di Oriolo Romano

Oriolo Romano - La conferenza stampa del sindaco Emanuele Rallo

Oriolo Romano – La conferenza stampa del sindaco Emanuele Rallo

Oriolo Romano - Italo Carones

Oriolo Romano – Italo Carones

Oriolo Romano – L’ex discarica comunale di San Baccano a Oriolo Romano è fuori dall’elenco dei siti considerati abusivi e inquinanti redatto anni fa dal corpo forestale su richiesta del ministero dell’ambiente. Sedici anni per ottenere giustizia. “Una battaglia lunghissima – ha detto il sindaco della città Emanuele Rallo ieri mattina durante la conferenza stampa svoltasi in sala consiliare -. Una battaglia vinta grazie al nostro impegno e al sostegno della regione. Adesso il ministero chieda scusa e riconosca l’errore. Probabilmente non avvieremo nessuna azione legale. Vogliamo solo una soddisfazione politica. E la chiedo come sindaco di un comune della repubblica italiana”.

“Dalla documentazione presentata – si legge nella lettera inviata al comune di Oriolo da parte del commissario straordinario per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionale – risulta che gli interventi effettuati finora garantiscono che il sito non è contaminato e non costituisce una minaccia per la salute umana e per l’ambiente. Pertanto, sulla base delle informazioni fornite dalle autorità italiane, i servizi della commissione   concludono che questa discarica non rappresenta più un pericolo per la salute umana e per l’ambiente, quindi per tale sito non è più dovuta alcuna penalità”. 

Una lunga storia. Durata ben 16 anni.

“La discarica di San Baccano – ha sottolineato Rallo – non è mai stata una discarica abusiva. Fra l’altro è stata chiusa nel 1987 e mai più utilizzata. Successivamente Oriolo ha portato i propri rifiuti a Malagrotta, Cupinoro e infine Casale Bussi. Non abbiamo mai potuto conoscere né il motivo né tantomeno il momento in cui San Baccano è stata nell’elenco delle discariche abusive, determinante però per la procedura d’infrazione aperta dalla Commissione Europea nel 2003”. 

“Non solo – prosegue Rallo – ma le amministrazioni di Oriolo Romano si sono subito date da fare, indipendentemente dalla procedura di infrazione, per progettare interventi di messa in sicurezza e di bonifica senza nemmeno ottenere finanziamenti dalla Regione Lazio”.

Dopo l’avvio della procedura d’infrazione, l’amministrazione dell’ex sindaco Italo Carones ha poi ottenuto un finanziamento dalla Regione per la realizzazione della caratterizzazione. Un’attività che, tra il 2005 e il 2008, ha visto il comune coinvolgere, in tre diverse conferenze dei servizi, Asl, Arpa e Provincia, “che – ha precisato Rallo – avrebbero dovuto svolgere attività di supporto e di controllo. Durante le conferenze, è stata inoltre approvata la caratterizzazione che tutti gli enti interessati, compreso il ministero e la presidenza del consiglio dei ministri, considereranno valida fino al 2016”.

L’amministrazione di Oriolo ha ottenuto anche un secondo finanziamento per uno stralcio di bonifica del sito regolarmente appaltato e completato nel 2013.

“Fra l’altro – evidenzia il sindaco di Oriolo – la provincia stessa non ha mai emesso la procedura di prevenzione, ripristino o bonifica prevista dalla legge. Un vero e proprio paradosso per cui San Baccano, nonostante risultasse nell’elenco dell’infrazione del 2003, non è mai stata dichiarata in nessuna occasione sito potenzialmente inquinante dall’amministrazione competente”.

Nell’agosto 2016 il comune di Oriolo chiese ad Arpa di effettuare l’analisi di rischio sito-specifica come previsto dall’attuale legislazione. “A ottobre, l’Arpa – racconta Rallo – ci rispose che non poteva procedere perché non le risultava alcun piano di caratterizzazione depositato. Di conseguenza, assieme alla regione, abbiamo realizzato un altro piano approvato in conferenza dei
servizi e attuato nel 2017. Abbiamo poi disposto ulteriori indagini all’inizio del 2018 che stavolta concludono definitivamente l’attuazione del piano di caratterizzazione”.

A questo punto Arpa si muove, approvando l’analisi di rischio sito-specifica che il 9 luglio dichiara il sito non inquinante. Contemporaneamente, sulla base della caratterizzazione approvata, il comune approva anche il progetto definitivo per la bonifica ottenendo dalla regione Lazio un finanziamento di 470 mila euro.

“Dal 2003 al 2016 – ha sottolineato il sindaco Rallo in conferenza stampa – il governo non ha mai dialogato con il comune di Oriolo per capire davvero la realtà della situazione. E la realtà è una. Il sito di San Baccano non avrebbe mai dovuto essere inserito nell’elenco delle discariche abusive. Il dialogo è stato avviato soltanto nell’autunno 2016, e, con il supporto della regione e del commissario governativo, ha portato a una conclusione positiva nel giro di pochi mesi. Finalmente il governo ha riconosciuto, in un convegno svoltosi un mese fa, una serie di responsabilità diffuse che saranno affrontate caso per caso”.

Resta tuttavia il fatto che parte del territorio del comune per 16 anni è stato considerato fuori legge. “Cosa che non abbiamo mai tollerato – ha dichiarato Rallo – perché il sito di San Baccano non è mai stato abusivo o peggio ancora inquinante. E il nostro comune è stato da sempre un punto di riferimento a livello nazionale proprio dal punto di vista ambientale”.

Nel 2008, Oriolo è stato infatti uno dei primi della provincia di Viterbo, ad avviare la raccolta differenziata porta a porta, raggiungendo fin da subito percentuali superiori all’obbligo di legge del 65%. Attestandosi attorno all’81% nel 2018. Al punto da ottenere tutta una serie di riconoscimenti a livello regionale e nazionale. Tanto da meritarsi l’ingresso nell’associazione comuni virtuosi.

“Abbiamo comunque sia subito un danno – ha concluso l’ex sindaco Italo Carones presente alla conferenza stampa di ieri mattina -. Un danno che nessuno ci ripagherà. E ne siamo venuti fuori con le nostre forze. Lavorando bene. Con impegno e fatica”.

Daniele Camilli


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14 maggio, 2019

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