Viterbo – (g.f.) – “Salviamo le Masse”. Con questo slogan, riportato in uno dei manifesti, un nutrito gruppo di sostenitori e fruitori delle terme sulla Cassia sud, stamani si sono ritrovati fuori dal tribunale.
Sulla struttura pende una decisione dei giudici che stabilisce come l’uso dell’acqua termale vada all’impianto in fase di realizzazione al Paliano, poco distante. Manca solo l’esecuzione del provvedimento.
Era stato fissato il mese scorso e poi non eseguito. Equivarrebbe alla chiusura delle Masse. Proprietari del terreno e gestori dell’area le stanno tentando tutte per scongiurare la chiusura.
Stamani, in occasione dell’udienza in tribunale per l’incidente di esecuzione, si sono radunati per manifestare pacificamente.
E porre anche qualche domanda: “Chiudere San Sisto, a chi fa comodo?”, come recita un altro striscione.
O un appello: “Il termalismo sociale non si deve cancellare”. E un intento: “Uniti per il termalismo libero”. Sul posto, gli avvocati di parte, i titolari e tante persone arrivate spontaneamente.
Il comitato che è sorto a sostegno delle Masse è certo: “Può continuare a convivere anche con le altre realtà termali future”.
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