Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Inettitudine o sindrome bipolare?
Non troviamo altro modo per definire la decisione del comune di Viterbo di pignorare i conti della Talete a fronte del maxi debito che la società del servizio idrico ha nei confronti di palazzo dei Priori.
Basta seguire la cronistoria dei fatti recenti per capire che qualcosa in tutta questa vicenda non torna: come può lo stesso sindaco che con la sua maggioranza è arrivato ad aumentare le bollette per finanziare – avevano promesso – il salvataggio di Talete e che si è fatto artefice di un grande inciucio per l’elezione veloce del nuovo cda, avallare allo stesso tempo un atto che affossa la stessa società che a parole voleva tutelare?
A questo punto dobbiamo ritenere che in tutti questi mesi Arena ci ha raccontato una serie di stupidaggini.
Come quando, per giustificare l’aumento delle tariffe, ci aveva spiegato che in questo modo Talete sarebbe rientrata più facilmente dal suo debito.
Somma per recuperare la quale ora il sindaco ha deciso invece di agire in maniera forzosa. Inettitudine o schizofrenia?
Oppure quando, dopo l’arresto dell’ex presidente Parlato, da palazzo dei Priori predicavano calma e sangue freddo, ma simultaneamente si dava il via alla procedure per l’escussione del debito.
Una strada a senso unico una volta imboccata conoscendo la situazione finanziaria in cui versa Talete. Inettitudine o sindrome bipolare ?
Il comune doveva sicuramente tutelarsi, ma allo stesso tempo doveva tutelare l’interesse dei viterbesi e dei lavoratori di Talete.
Invece si è scelta la strada più veloce, che crea solo danni e non risolve niente. Inettitudine o sindrome bipolare? Delle due l’una, ma in entrambi i casi è evidente che si tratta di un modo pericoloso di gestire la cosa pubblica.
Luisa Ciambella
Capogruppo Pd
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