Sutri – Riceviamo e pubblichiamo – Vai! “Quos vult Iupiter perdere, dementat prius”, dice l’antica locuzione latina. Non sappiamo se questo sia il caso di ciò che sta avvenendo a Sutri in queste caldissime (non solo per la temperatura esterna) ore ma ci sembra efficace nel rendere l’idea.
Sembra quindi, che si avvicinino a grandi passi venti di furibonda tempesta nel piccolo comune della Tuscia, con le nuove esternazioni del sindaco rivolte sia all’amico Morgan che, soprattutto all’indirizzo del suo vice, il giovane Felice Casini ormai divenuto il suo bersaglio preferito, ancorché inerte come una sagoma da tiro in un poligono.
Insomma è un continuo infierire e accanirsi contro l’infelice Casini che dura da mesi, anzi da quando si è insediata la nuova (e sempre silente) giunta. Ci chiediamo anche, catilinamente, “usque tandem”, fino a quando, il vicesindaco tollererà.
Dopo la polemica (peraltro dal punto di vista della grammatica italiana del tutto sensata) sull’accessibilità fruibile, si passa ad altri argomenti che hanno però un vago sapore pretestuoso, dimenticando, anzi quasi plaudendo, ai numerosi flop (ultimo in ordine di tempo proprio l’inosservato ai più “Premio Efebo”) sostenuti dall’assessorato al Turismo e al Talento.
Resterà sempre un mistero quale sia questo talento, al quale si fa riferimento nel nome dell’incarico. È così importante tale premio, che il sindaco di Sutri, previsto, stava appunto altrove, a Bagnoregio con il proprio spettacolo. Ultimatum dato quindi al non più felice vicesindaco di Sutri, al quale parrebbe sia stata cortesemente suggerita un’introduzione a posteriori del termine “locale” riferito alla polizia di Sutri.
La questione Morgan ormai appare sempre più evidente come l’ennesima “prova di forza” condotta non soltanto nei confronti di una cittadinanza sempre più staccata e distaccata dalle istituzioni, ridotta al livello di mera sudditanza agli imperativi categorici del sindaco, ma ha anche un vago sapere di rivalsa nei confronti dell’ex amico (e potente, munifico finanziatore) Emmanuele Emanuele del quale nessuno ha preso difese. Insomma i benefici ottenuti sono presto dimenticati ancora una volta a favore di un’ipertrofia egoica e accentratrice.
In tutto questo continua il gioco di sponda di un’opposizione che tace temendo forse di non accedere più all’empireo dei poeti e degli artisti, e a una corte parnasiana che comunque gli sarebbe sempre preclusa.
Tutto questo ormai è il preludio agli ultimi atti di una tragedia di mezza estate che si andrà presto a compiere in quel di Sutri e porterà non già silenzio come nell’Amleto di William Shakespeare, ma le urla forsennate dei litiganti. Tra i quali, statene certi, vi sarà chi godrà e non saranno certi gli abitanti dell’antichissima città.
Candida Pittoritto
Civiltà Italiana
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