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Sport - Motocross - Alessandro Lupino racconta l'incidente in Russia: "Per cinque minuti ho pensato al peggio, ma adesso voglio tornare a correre"

“Mi sono saltati sulla schiena, all’inizio non sentivo più le gambe…”

di Alessandro Castellani
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Sport - Motocross - Alessandro Lupino

Sport – Motocross – Alessandro Lupino

Viterbo – Alessandro Lupino stavolta se l’è vista davvero brutta. La caduta nel gran premio di Russia del mondiale motocross di domenica scorsa gli è costata la frattura di quattro vertebre e dello sterno e avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori. Forse addirittura atroci.

“Per cinque minuti non ho sentito più le gambe – racconta il pluricampione italiano -. È stato un momento terribile. Ma per fortuna il peggio è passato”.

A pochi giorni dall’incidente, Lupino è di nuovo a casa con la sua famiglia e, dopo una serie di controlli medici tra Russia e Italia, sta già pensando a quanto tornerà in moto. “Ho appena eseguito un check-up completo – spiega – che ha escluso tutti i problemi più seri. Se tutto va bene, tra un mese potrei risalire in sella”.

Ricorda la dinamica dell’incidente?
“Avevo appena effettuato un sorpasso su Guryev, un pilota russo, quando lui dall’esterno ha preso una rampa a velocità folle e mi è atterrato in pieno sulla schiena. Non so proprio cosa volesse fare, secondo me non lo sa nemmeno lui. E dopo avermi investito, non è nemmeno venuto a chiedermi scusa”.

È sempre stato cosciente durante i soccorsi?
“No. Ricordo che facevo fatica a muovere le braccia e non sentivo le gambe, ma poi credo di aver perso conoscenza, perché alcune fasi dei soccorsi non me le ricordo. Dicono che sono rimasto qualche minuto a bordo pista e poi, quando mi hanno caricato sull’ambulanza fuori dal tracciato, ho sentito un fuoco dalla schiena alle gambe: era il midollo spinale che riprendeva sensibilità”.

E lo sterno come si è rotto?
“La botta che ho preso sulla schiena è stata così forte che sono finito col torace contro il manubrio, ho spaccato la pettorina protettiva e ho rotto anche lo sterno, con tanto di trauma cardiaco”.

Cosa ha pensato mentre restava immobile a terra?
“A tutte le cose peggiori possibili, ho temuto davvero che fosse finita. Quando ho sentito che riprendevo sensibilità, ho tirato un sospiro di sollievo, ma il livello organizzativo dei soccorsi russi mi preoccupava ancora. Non mi hanno potuto trasportare in elicottero in ospedale, perché erano tutti impegnati in un grande incidente stradale a Sochi, così ho viaggiato in ambulanza e ci ho messo due ore ad arrivare. Poi mi hanno fatto gli esami e solo alle nove di sera mi hanno detto esattamente cos’avevo: è stata un’attesa lunghissima, ho vissuto nell’ansia tutto il tempo, anche perché parlavano tutti in russo. Per fortuna mi ero messo in contatto con la dottoressa Sangiorgi, il medico della Federazione motociclistica italiana, che ha visto le lastre in via telematica e mi ha spiegato più o meno cos’avevo”. 

Adesso come procederà il recupero?
“Il versamento interno al cuore, che era la cosa più pericolosa, si è già riassorbito. Adesso devo aspettare che si rinsaldino le ossa, ho appuntamento tra un mese per un nuovo consulto. Se tutto andrà come spero, potrò tornare in moto già da quel momento, forse anche prima”.

Quindi possiamo già parlare di quando la rivedremo in gara?
“Io sogno di poter correre già a fine giugno la gara di campionato italiano alla Malpensa. Non so se ce la farò, ma ho in testa quel traguardo”.

Alessandro Castellani


 – Brutto infortunio per Alessandro Lupino, fratture e trauma cardiaco


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13 giugno, 2019

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